Medici forfetari in co.co.co.: i compensi hanno natura professionale

I compensi erogati dal Ministero ai medici professionisti, arruolati per contrastare l’emergenza Covid-19, mediante contratti di collaborazione coordinata e continuativa, si configurano quali redditi di lavoro autonomo e non redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente. Nel caso in cui il medico operi in regime forfetario, le ritenute indebitamente subite possono essere recuperate in sede di dichiarazione dei redditi o chieste a rimborso (Agenzia delle Entrate – Risposta 7 luglio 2021, n. 463).

Al fine di far fronte alle esigenze connesse allo stato di emergenza epidemiologica da Covid-19, il Ministero ha stipulato contratti di collaborazione coordinata e continuativa con personale sanitario (medici, psicologi, infermieri), erogando un compenso orario per le prestazioni rese nell’ambito del contratto di collaborazione.
Tali compensi sono stati, dal Ministero, qualificati e assoggettati a tassazione come redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, e liquidati mediante emissione di cedolini riportanti gli emolumenti netti da corrispondere, con indicazione delle ritenute alla fonte operate il qualità di sostituto d’imposta.
Il quesito sottoposto all’Agenzia delle Entrate riguarda la corretta qualificazione reddituale ed il corrispondente trattamento fiscale di tali compensi, in relazione ai contratti di collaborazione stipulati con medici professionisti in regime forfetario, esterni all’Amministrazione, per ricoprire la figura professionale di medico.

Secondo la disciplina in materia di imposte sui redditi, si considerano redditi assimilati ai redditi di lavoro dipendente “le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione agli uffici di amministratore, sindaco o revisore di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica, alla collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili, alla partecipazione a collegi e commissioni, nonché quelli percepiti in relazione ad altri rapporti di collaborazione aventi per oggetto la prestazione di attività svolte senza vincolo di subordinazione a favore di un determinato soggetto nel quadro di un rapporto unitario e continuativo senza impiego di mezzi organizzati e con retribuzione periodica prestabilita, sempreché gli uffici o le collaborazioni non rientrino nei compiti istituzionali compresi nell’attività di lavoro dipendente o nell’oggetto dell’arte o professione esercitate dal contribuente.
In altri termini, rientrano tra i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente i compensi derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa cd. “tipici” (quali l’ufficio di amministratore, sindaco e revisore di società ed enti, collaborazioni a giornali e riviste, partecipazione a collegi e commissioni), nonché quelli cd. “atipici”, ovvero in relazione ad altre attività di collaborazione non individuate espressamente dalla norma.
Tuttavia, qualora gli uffici o le collaborazioni rientrino nell’oggetto dell’arte o professione esercitate dal contribuente, i predetti compensi si configurano quali redditi di lavoro autonomo e non redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.
In proposito, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che per valutare se operi o meno il principio di attrazione del reddito derivante dall’attività di collaborazione in quella di lavoro autonomo, occorre stabilire se sussista o meno una “connessione” tra le due attività, ossia se per lo svolgimento delle prestazioni di collaborazione siano necessarie conoscenze tecnico-giuridiche direttamente collegate all’attività di lavoro autonomo.
In sostanza, nell’ambito dei redditi di lavoro autonomo sussiste un principio di attrazione per quei rapporti di collaborazione, sia tipici che atipici, inerenti l’oggetto dell’attività di lavoro autonomo esercitata dal contribuente.
In tal caso, i compensi derivanti dall’attività di collaborazione coordinata e continuativa sono assoggettati alle disposizioni fiscali dettate per i redditi di lavoro autonomo e non si qualificano fiscalmente quali redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.
Qualora il percipiente eserciti l’attività di lavoro autonomo adottando il regime forfetario, inoltre, in base alla disciplina agevolativa, sui compensi afferenti l’attività, oltre all’esclusione dagli adempimenti IVA, è riconosciuto l’esonero dall’applicazione della ritenuta d’acconto da parte del sostituto d’imposta su richiesta del percipiente.

Nel caso in esame, è evidente che l’attività oggetto del contratto di collaborazione coordinata e continuativa rientra nell’oggetto tipico dell’attività di lavoro autonomo esercitata dal collaboratore (medico) e, pertanto, i relativi compensi costituiscono per il percipiente redditi di natura professionale, fiscalmente rilevanti quali redditi di lavoro autonomo.
Qualora i medici titolari del contratto di collaborazione coordinata e continuativa, attestino il rispetto delle condizioni per la fruizione del cd. regime forfetario, sui relativi compensi non deve essere operata la ritenuta d’acconto.
Con riferimento ai medici in regime forfetario che abbiano indebitamente subito le ritenute alla fonte in ragione dell’errata qualificazione dei compensi tra i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, e non sia più possibile correggere l’errore, le stesse possono essere chieste a rimborso, ovvero in alternativa, scomputate in sede di dichiarazione annuale, a condizione che le stesse siano regolarmente certificate dal sostituto d’imposta.

Una tantum a luglio per il personale del CCNL Autoferrotranvieri

Erogata, col la busta paga di luglio, la prima tranche di  una tantum per gli autoferrotranvieri

Per il personale In forza a tempo indeterminato al 17/6/2021, a copertura del periodo 2018 -2020, riconoscimento di una somma una tantum di Euro 680.00 lordi  al par. 175, riparametrato secondo la scala parametrale vigente, da corrispondere in 2 tranche. la prima con la retribuzione del mese di luglio 2021 (Euro 300,00 lordi) e la seconda con la retribuzione del mese di dicembre 2021 (Euro 380,00 lordi).
Per il personale impiegato nel periodo gennaio 2018/dicembre 2020 in misura almeno pari all’80% della propria attività nei servizi di linea non soggetti a obblighi di servizio pubblico, in considerazione del particolare e perdurante stato di crisi economico/finanziaria del settore, la cifra una tantum sarà erogata in tre rate da erogarsi la prima con la retribuzione di ottobre 2021 (Euro 200,00 lordi), la seconda con la retribuzione di aprile 2022 (Euro 200.00 lordi) e la terza con la retribuzione di luglio 2023 (Euro 280,00 lordi).

L’una tantum
– verrà rapportata ai mesi di effettiva prestazione (computando mese intero la frazione superiore ai 15 giorni) svolta nel periodo 2018/2020;
– sarà riproporzionata nei casi di lavoro part-time, sulla base dell’orario convenuto nei contratto individuale;
– verrà erogata anche al personale a tempo determinato in forza alla data di sottoscrizione del verbale 17/6/2021. Per questi lavoratori, l’una tantum verrà rapportata ai mesi di effettiva prestazione (computando mese intero la frazione superiore ai 15 giorni) svolta all’interno del periodo 2018/2020 nell’ambito del contratto a termine in atto alla data del 17/6/2021, ivi comprese eventuali proroghe,
– non ha alcun effetto o incidenza su tutti gli istituti contrattuali e di legge e non rientra nella base di calcolo del T.F.R. e della contribuzione ai Fondo Priamo.

 

Una tantum a copertura del periodo 1/1/2018 – 31/12/2020

Figure professionali

Param.

Una tantum

luglio 2021

RESP. UNITÀ AMM.VA / TECNICA COMPLESSA 250 428,57
PROFESSIONAL 230 394,29
CAPO UNITÀ ORGAN.Va AMM.Va / TECNICA 230 394,29
COORDINATORE DI ESERCIZIO 210 360,00
COORDINATORE 210 360,00
COORDINATORE FERROVIARIO (Pos.2) 210 360,00
CAPO UNITÀ TECNICA 205 351,43
COORDINATORE DI UFFICIO 205 351,43
COORDINATORE FERROVIARIO (Pos.1) 202 346,29
SPECIALISTA TECNICO / AMMINISTRATIVO 193 330,86
ADDETTO ALL’ESERCIZIO 193 330,86
CAPO STAZIONE 193 330,86
ASSISTENTE COORDINATORE 193 330,86
TECNICO DI BORDO 190 325,71
MACCHINISTA (Pos.4) 190 325,71
CAPO OPERATORI 188 322,29
MACCHINISTA (Pos.3) 183 313,71
OPERATORE DI ESERCIZIO (Pos.4) 183 313,71
OPERATORE CERTIFICATORE 180 308,57
COORDINATORE DELLA MOBILITÀ 178 305,14
COLLABORATORE DI UFFICIO 175 300,00
OPERATORE DI ESERCIZIO (Pos.3) 175 300,00
OPERATORE TECNICO 170 291,43
ADDETTO ALLA MOBILITÀ 170 291,43
MACCHINISTA (Pos.2) 165 282,86
CAPO TRENO (Pos.3) 165 282,86
OPERATORE QUALIFICATO (Pos.2) 160 274,29
OPERATORE DI GESTIONE 158 270,86
OPERATORE DI ESERCIZIO (Pos.2) 158 270,86
OPERATORE DI MOVIMENTO e GESTIONE 158 270,86
CAPO TRENO (Pos.2) 158 270,86
OPERATORE QUALIFICATO DI UFFICIO (Pos.2) 155 265,71
ASSISTENTE ALLA CLIENTELA 154 264,00
MACCHINISTA (Pos.1) 153 262,29
OPERATORE QUALIFICATO DELLA MOBILITÀ 151 258,86
OPERATORE F.T.A. (Pos.2) 145 248,57
OPERATORE DI STAZIONE (Pos.2) 143 245,14
OPERATORE QUALIFICATO DI UFFICIO (Pos.1) 140 240,00
OPERATORE DI ESERCIZIO (Pos.1) 140 240,00
OPERATORE QUALIFICATO (Pos.1) 140 240,00
CAPO TRENO (Pos.1) 140 240,00
OPERATORE DI STAZIONE (Pos.1) 139 238,29
OPERATORE DELLA MOBILITA’ 138 236,57
CAPO SQUADRA OPERATORI DI MANOVRA 135 231,43
OPERATORE DI SCAMBI CABINA 135 231,43
OPERATORE DI UFFICIO 130 222,86
OPERATORE DI MANUTENZIONE 130 222,86
COLLABORATORE DI ESERCIZIO 129 221,14
OPERATORE DI MANOVRA 123 210,86
CAPO SQUADRA AUSILIARI 121 207,43
OPERATORE GENERICO 116 198,86
AUSILIARIO 110 188,57
AUSILIARIO GENERICO 100 171,43

 

CCNL Vigilanza Privata: Accordo sull’impianto normativo del futuro rinnovo

Concordato il giorno 1/7/2021, tra ASSIV, ANIVP, UNIV, AGCI Servizi, LEGA COOP PRODUZIONE E SERVIZI, CONFCOOPERATIVE LAVORO E SERVIZI e FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL, l’impianto normativo che le parti si impegnano a dare al futuro rinnovo del CCNL Vigilanza Privata

Le Parti, nel verbale di incontro del 1° luglio 2021, danno atto che la trattativa per il CCNL di settore, a distanza di cinque anni dalla presentazione della piattaforma, non ha prodotto ad oggi convergenze idonee a realizzare un’intesa. Situazione questa, sulla quale ha inciso profondamente anche l’emergenza sanitaria, con riflessi articolati tra le diverse tipologie di servizio erogati.
Le Parti ritengono necessario pervenire alla definizione di un CCNL rispondente all’evoluzione intervenuta nel settore che ha visto crescere in questi anni in modo considerevole le attività riconducibili al Servizi di Sicurezza e diversificarsi le condizioni e le modalità del Servizi di Vigilanza Privata.
Inoltre, le Parti convengono che il predetto CCNL sarà articolato in Parte Generale a valere per la generalità dei lavoratori e Parti Speciali in cui normare elementi di specificità del comparti:
a) Vigilanza Privata,
b) Servizi di Sicurezza,
d) Servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi,
d) Attività di stewarding all’interno degli impianti sportivi.
Ciò stabilito, le Parti si rincontreranno nelle prossime settimane per continuare il confronto sulle altre sezioni contrattuali.

Rider: Garante privacy, no a discriminazioni basate sugli algoritmi

All’esito di un primo ciclo ispettivo sulle modalità di gestione dei lavoratori di alcune delle principali società di food delivery che operano in Italia, il Garante ha deciso che la società Foodinho, controllata da GlovoApp23, dovrà modificare il trattamento dei dati dei propri rider, effettuato tramite l’utilizzo di una piattaforma digitale, e verificare che gli algoritmi di prenotazione e assegnazione degli ordini di cibo e prodotti non producano forme di discriminazione. Il Garante italiano ha anche attivato, per la prima volta, una operazione congiunta di cooperazione europea, ai sensi del Gdpr, con il Garante spagnolo (AEPD) al fine di verificare il funzionamento della piattaforma digitale di proprietà della capogruppo (Comunicato 5 luglio 2021).

 

Arriva, così, la prima decisione del Garante per la privacy in materia di rider, al termine di un complesso ciclo ispettivo sulla gestione dei lavoratori nelle principali società di food delivery operanti in Italia. La complessa attività istruttoria ha riguardato anche la società italiana Foodinho, presso la quale sono state riscontrate numerose violazioni della normativa privacy, dello statuto dei lavoratori e della recente normativa a tutela di chi lavora con le piattaforme digitali.
Dopo la conclusione dell’attività ispettiva, avendo riscontrato l’esistenza di alcuni trattamenti aventi natura transfrontaliera, l’Autorità ha informato l’Agencia Española de Protección de Datos (AEPD) che si è dichiarata autorità di controllo capofila all’esito della procedura di cooperazione avviata ai sensi dell’art. 56, par. 1, del Regolamento in relazione ai trattamenti transfrontalieri effettuati da GlovoApp23, società capogruppo che ha il suo stabilimento principale in Spagna. Nell’ambito della procedura di assistenza reciproca, le autorità di controllo di Italia e Spagna si sono quindi scambiate informazioni relative alle ispezioni effettuate nei rispettivi ambiti di competenza.

All’esito dell’esame delle dichiarazioni rese all’Autorità nel corso del procedimento nonché della documentazione acquisita, è emerso che la società, in qualità di titolare, ha effettuato operazioni di trattamento di dati personali nei confronti di un numero elevato di interessati – pari a 18.684 rider al tempo dell’ispezione, secondo quanto dichiarato – che risultano non conformi alla disciplina in materia di protezione dei dati personali.
La società, ad esempio, non aveva adeguatamente informato i lavoratori sul funzionamento del sistema e non assicurava garanzie sull’esattezza e la correttezza dei risultati dei sistemi algoritmici utilizzati per la valutazione dei rider. Non garantiva procedure per tutelare il diritto di ottenere l’intervento umano, esprimere la propria opinione e contestare le decisioni adottate mediante l’utilizzo degli algoritmi in questione, compresa l’esclusione di una parte dei rider dalle occasioni di lavoro.
In ragione di quanto accertato, il Garante della privacy ha quindi prescritto alla società di individuare misure in grado di tutelare i diritti e le libertà dei rider a fronte di decisioni automatizzate, compresa la profilazione e ha imposto di verificare l’esattezza e la pertinenza dei dati utilizzati dal sistema (chat, email e telefonate intercorse tra i rider e il customer care, geolocalizzazione ogni 15 secondi e visualizzazione su mappa del percorso, tempi di consegna stimati ed effettivi, dettagli sulla gestione dell’ordine in corso e di quelli già effettuati, feedback di clienti e partner, livello della batteria rimanente del dispositivo etc.), anche allo scopo di minimizzare il rischio di errori e di distorsioni che potrebbero, ad esempio, portare alla limitazione delle consegne assegnate a ciascun rider o all’esclusione stessa dalla piattaforma. Tali rischi derivano anche dal sistema di assegnazione del punteggio, basato sull’applicazione di una formula matematica che penalizza i rider che non accettano tempestivamente l’ordine o lo rifiutano favorendo invece i rider che accettano nei termini stabiliti o consegnano il maggior numero di ordini (il punteggio prende in considerazione gli ordini effettivamente consegnati, l’effettuazione del check-in all’interno dello slot prenotato pochi minuti dopo l’inizio della fascia oraria, l’accettazione entro 30 secondi dell’ordine assegnato).
La società dovrà anche individuare misure che impediscano utilizzi impropri o discriminatori dei meccanismi reputazionali basati sul feedback dei clienti e dei partner commerciali.
Nel calcolare la sanzione di 2,6 milioni di euro alla società italiana per i trattamenti illeciti effettuati, l’Autorità ha tenuto conto anche della limitata collaborazione offerta dalla società nel corso dell’istruttoria e dell’elevato numero di rider coinvolti in Italia, circa 19.000 al tempo dell’ispezione. La società spagnola GlovoApp23 è invece oggetto di un autonomo procedimento condotto dall’AEPD, con la collaborazione del Garante italiano.

Contributo a fondo perduto per chi riduce il canone di affitto: domande online dal 6 luglio al 6 settembre

I proprietari di case affittate come abitazione principale in comuni ad alta tensione abitativa, che quest’anno hanno ridotto o ridurranno l’importo del canone di locazione, possono richiedere il “contributo affitti”. Approvato il modello, con le relative istruzioni, da presentare online per ottenere l’accredito del bonus a fondo perduto. (Agenzia delle entrate -Provvedimento 6 luglio 2021 n. 180139)

Il contributo è destinato ai locatori che dal 25 dicembre dello scorso anno al prossimo 31 dicembre hanno ridotto o ridurranno i canoni del contratto di affitto per tutto o parte dell’anno 2021. È necessario, inoltre, che i contratti di locazione siano in vigore almeno dal 29 ottobre 2020, che l’immobile sia situato nei Comuni ad alta tensione abitativa e che sia adibito ad abitazione principale del conduttore.
È possibile presentare l’istanza per ottenere il contributo tramite il canale online e la richiesta potrà essere inviata in autonomia dal contribuente, entrando nell’area riservata, oppure tramite un intermediario autorizzato ad accedere al cassetto fiscale del locatore. All’interno della domanda è necessario inserire il codice fiscale del locatore, l’IBAN del conto corrente su cui ricevere le somme e i dati del contratto oggetto di rinegoziazione, con la data di inizio e fine del nuovo canone rinegoziato, l’importo del canone annuo prima e dopo la rinegoziazione e l’indicazione della quota di possesso del locatore richiedente il contributo. Molti dati saranno comunque precompilati dall’Agenzia, sulla base delle informazioni presenti in Anagrafe tributaria.
Il contributo riconosciuto dal Fisco è pari al 50% dell’ammontare complessivo delle rinegoziazioni in diminuzione e può arrivare a un importo massimo di 1.200 euro per ciascun locatore. Le somme verranno accreditate direttamente sul conto corrente indicato nella domanda.
Nel caso in cui le risorse stanziate siano inferiori all’ammontare complessivo dei contributi da erogare, l’Agenzia delle Entrate provvederà al riparto proporzionale delle risorse stanziate sulla base del rapporto tra l’ammontare dei fondi disponibili e l’ammontare complessivo dei contributi richiesti.

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