Si alla cedolare secca per la locazione degli immobili ad uso commerciale

Le locazioni di immobili di categoria catastale C/1 stipulati con conduttori, sia persone fisiche che soggetti societari, che svolgono attività commerciale possono accedere al regime della cedolare secca (AGENZIA DELLE ENTRATE – Risoluzione 17 maggio 2019, n. 50/E)

Il canone di locazione relativo ai contratti stipulati nell’anno 2019, aventi ad oggetto unità immobiliari classificate nella categoria catastale C/1, di superficie fino a 600 metri quadrati, escluse le pertinenze, e le relative pertinenze locate congiuntamente, può, in alternativa rispetto al regime ordinario vigente per la tassazione del reddito fondiario ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, essere assoggettato al regime della cedolare secca con l’aliquota del 21 per cento.
Tale regime non è applicabile ai contratti stipulati nell’anno 2019, qualora alla data del 15 ottobre 2018 risulti in corso un contratto non scaduto, tra i medesimi soggetti e per lo stesso immobile, interrotto anticipatamente rispetto alla scadenza naturale.
Il regime della ‘cedolare secca’, con l’aliquota del 21 per cento, dunque, si estende anche ai canoni derivanti dalla stipula dei contratti di locazione, effettuata nel 2019, aventi ad oggetto immobili destinati all’uso commerciale classificati nella categoria catastale C/1 (Negozi e botteghe) e relative pertinenze (locate congiuntamente alle unità immobiliari C/1). Per usufruire di tale regime opzionale, l’unità immobiliare C/1, oggetto della locazione, deve avere una superficie complessiva, al netto delle pertinenze, non superiore a 600 metri quadrati.
Si rammenta che il regime in esame è un regime opzionale di tassazione dei contratti di locazione degli immobili ad uso abitativo e delle relative pertinenze, la cui applicazione sostituisce l’IRPEF e le relative addizionali, nonché le imposte di registro e di bollo, dovute per il contratto di locazione di immobili abitativi locati con finalità abitative da persone fisiche che non agiscono nell’esercizio di imprese o arti e professioni.
Per l’applicazione della ‘cedolare secca’ occorre porre rilievo anche all’attività del conduttore, restando esclusi dal regime i contratti aventi ad oggetto immobili abitativi conclusi con conduttori che agiscono nell’esercizio di attività di impresa o di arti e professioni.
Al riguardo, si precisa che tale ultima condizione non deve, invece, essere soddisfatta nel caso di locazione di immobili rientranti nella categoria C/1, tenuto conto che tali contratti hanno ad oggetto proprio immobili da destinare ad attività commerciale.
Possono, pertanto, accedere al regime della ‘cedolare seccà anche le locazioni di immobili di categoria catastale C/1 stipulati con conduttori, sia persone fisiche che soggetti societari, che svolgono attività commerciale. Resta ferma, invece, per quanto attiene alla figura del locatore, titolare del diritto di proprietà o di altro diritto reale di godimento sugli immobili, che lo stesso sia una persona fisica che non agisce nell’esercizio dell’attività d’impresa o di arti e professioni.

Strutture sanitarie militari: pronte le specifiche tecniche per i dati al Sistema TS

Col Decreto del 9 maggio 2019, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha approvato le specifiche tecniche e le modalità operative della trasmissione telematica dei dati relativi alle spese sanitarie, ai fini dell’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata, da parte delle strutture sanitarie militari individuate dal Codice dell’ordinamento militare (Decreto 9 maggio 2019).

Ai fini della elaborazione della dichiarazione dei redditi pre-compilata da parte dell’Agenzia delle Entrate, anche le strutture sanitarie militari, come individuate dal Codice dell’ordinamento militare, sono tenute ad inviare al Sistema tessera sanitaria i dati delle spese sanitarie sostenute presso le medesime strutture dalle persone fisiche a partire dal 1° gennaio 2019.
A tal fine le strutture sanitarie militari devono richiedere al Ministero dell’Economia e delle Finanze (di seguito “Ministero”), tramite le specifiche funzionalità del Sistema tessera sanitaria, le necessarie credenziali di accesso al medesimo Sistema TS. Sulla base delle richieste, il Ministero effettua un riscontro con gli elenchi del Ministero della Difesa, inviando le credenziali in caso di esito positivo, ovvero rigettando la richiesta in caso di esito negativo.
Per consentire il censimento delle strutture e dei soggetti coinvolti, e ottenere l’abilitazione al servizio telematico di trasmissione dei dati devono essere forniti i seguenti dati:
– identificativo dell’ente militare;
– identificativo del presidio/ospedale militare;
– codice fiscale della struttura militare;
– codice fiscale della persona responsabile dell’invio;
– data da cui la struttura è attiva;
– denominazione della struttura;
– indirizzo della struttura (con la specificazione di Comune, Provincia e Regione);
– indirizzo Pec della struttura.
Le modalità di fornitura di tali dati sono descritte nelle specifiche tecniche disponibili sul sito www.sistemats.it.
Il Sistema TS genera le credenziali di accesso al sistema per ognuno dei soggetti censiti e correttamente identificati, fornendo un codice identificativo, una parola chiave per l’accesso ai servizi del sistema, un Pincode per la corretta identificazione delle strutture abilitate. L’accesso può essere effettuato anche mediante la TS-CNS, previa attivazione e registrazione della stessa.
L’abilitazione alla trasmissione dei dati ha effetto dallo stesso giorno lavorativo del rilascio dell’attestazione e può essere revocata dal Sistema TS in caso di gravi o ripetute inadempienze. In particolare, l’abilitazione è revocata da parte dell’amministratore di sicurezza del sistema:
– a seguito della cessazione dell’attività dei soggetti censiti (entro la data di revoca, è obbligatorio completare la trasmissione di tutte le spese sanitarie sostenute dall’assistito);
– in caso di mancato rispetto o grave violazione degli obblighi di riservatezza e sicurezza previsti in materia di privacy. Il provvedimento di revoca ha decorrenza immediata, fermo restando che la struttura è tenuta a regolarizzare la propria posizione in tempo utile ai fini del rispetto degli obblighi previsti dalla normativa.
Per quanto riguarda i dati delle spese mediche da inviare al Sistema TS, per ogni fattura ovvero ricevuta emessa dalla struttura sanitaria militare, a seguito della presentazione del codice fiscale da parte del contribuente, devono essere inviate le informazioni riguardanti le seguenti tipologie:
– ticket (quota fissa e/o differenza con il prezzo di riferimento, franchigia, pronto soccorso e accesso diretto);
– farmaco, anche omeopatico;
– acquisto o affitto di dispositivo medico CE;
– farmaco per uso veterinario;
– spese sanitarie relative ad ECG, spirometria, Holter pressorio e cardiaco, test per glicemia, colesterolo e trigliceridi  o misurazione della pressione sanguigna, prestazione prevista dalla farmacia dei servizi e simili sanguigna;
– spese prestazioni sanitarie (escluse quelle di chirurgia estetica e di medicina estetica): assistenza specialistica ambulatoriale; visita medica generica e specialistica o prestazioni diagnostiche e strumentali; prestazione chirurgica; certificazione medica; ricoveri ospedalieri ricollegabili ad interventi chirurgici o a degenza, al netto del comfort;
– altre spese sostenute dai cittadini, non comprese nell’elenco precedente.
Con riferimento alla frequenza temporale di trasmissione dei dati di spesa sanitaria da parte delle strutture sanitarie militari, si applicano le medesime regole già previste per le strutture mediche civili. In particolare, il servizio telematico è disponibile 24 ore su 24 per l’intero anno, e la trasmissione dei predetti dati deve essere effettuata entro e non oltre il mese di gennaio dell’anno successivo a quello della spesa effettuata dall’assistito, compresi i dati delle eventuali cancellazioni e/o variazioni e rimborsi. I dati trasmessi oltre tale data sono scartati dal Sistema TS.
Oltre a disciplinare le modalità di trasmissione dei dati delle spese sanitarie da parte delle strutture sanitarie militari, il decreto modifica, altresì, il termine generale per l’opposizione da parte degli assistiti. La richiesta di opposizione tramite il Sistema TS, infatti, a decorrere dalle spese sostenute nell’anno 2019, potrà essere effettuato dal 9 febbraio all’8 marzo dell’anno successivo al periodo d’imposta di riferimento (in precedenza dal 1° al 28 febbraio dell’anno successivo al periodo d’imposta di riferimento).

Ok per l’agevolazione prima casa in presenza di immobile non idoneo alla famiglia

L’agevolazione prima casa non decade qualora il contribuente possiede un alloggio che non sia concretamente idoneo a sopperire ai bisogni abitativi suoi e della famiglia (Corte di cassazione – ordinanza 16 maggio 2019, n. 13118).

In tema di agevolazioni prima casa, l’idoneità della casa di abitazione pre-posseduta purché acquistata senza agevolazioni nel medesimo comune va valutata sia in senso oggettivo (effettiva inabitabilità), che in senso soggettivo (fabbricato inadeguato per dimensioni o caratteristiche qualitative), nel senso che ricorre l’applicazione del beneficio anche all’ipotesi di disponibilità di un alloggio che non sia concretamente idoneo, per dimensioni e caratteristiche complessive, a soddisfare le esigenze abitative dell’interessato.

La suddetta valutazione deve essere quindi soggettiva in quanto occorre valutare le concrete esigenze personali, rispetto alle quali assume rilievo anche l’ubicazione dell’immobile posseduto.

Non si può quindi ritenere d’ostacolo all’applicazione delle agevolazioni “prima casa” la circostanza che l’acquirente dell’immobile sia al contempo proprietario d’altro immobile, purché acquistato senza agevolazioni nel medesimo comune  che, per qualsiasi ragione sia inidoneo, per le ridotte dimensioni, ad essere destinato a sua abitazione.

Aggiornato l’elenco dei paesi collaborativi

Col Decreto del 9 maggio 2019, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha aggiornato l’elenco dei paesi che attuano lo scambio automatico di informazioni su conti finanziari, che passano da 68 a 71 con l’ingresso di Barbados, Isole Cook e Panama.

Nell’ambito delle disposizioni di adeguata verifica in materia fiscale dei conti finanziari, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha aggiornato l’elenco delle “giurisdizioni” che attuano lo scambio automatico delle informazioni.
L’elenco delle giurisdizioni oggetto di comunicazione comprende, in particolare, qualsiasi Stato membro dell’Unione Europea diverso dall’Italia nonché qualsiasi giurisdizione (paese estero) con la quale l’Italia o l’Unione Europea ha sottoscritto un accordo per lo scambio automatico di informazioni su conti finanziari.
L’elenco delle “giurisdizioni oggetto di comunicazione” passa da 68 a 71 con l’ingresso delle Barbados, delle Isole Cook e di Panama.
In base alla tempistica riportata, per ciascuna giurisdizione oggetto di comunicazione, nell’elenco, le istituzioni finanziarie italiane tenute alla comunicazione trasmettono all’Agenzia delle Entrate le informazioni su conti finanziari:

N.

Giurisdizioni

Anno del primo

scambio di informazioni

Primo periodo d’imposta

oggetto di comunicazione

1 Andorra 2018 2017
2 Arabia Saudita 2018 2017
3 Argentina 2017 2016
4 Australia 2018 2017
5 Austria 2017 2016
6 Azerbaijan 2018 2017
7 Barbados 2019 2018
8 Belgio 2017 2016
9 Bonaire 2017 2016
10 Brasile 2018 2017
11 Bulgaria 2017 2016
12 Canada 2018 2017
13 Cile 2018 2017
14 Cipro 2017 2016
15 Colombia 2017 2016
16 Corea 2017 2016
17 Croazia 2017 2016
18 Danimarca 2017 2016
19 Estonia 2017 2016
20 Federazione Russa 2018 2017
21 Finlandia (incluse Isole Åland) 2017 2016
22 Francia (inclusi Guadalupa, Guyana francese, Martinica, Riunione, Saint Martin e Mayotte, Saint Barthelemy) 2017 2016
23 Germania 2017 2016
24 Giappone 2018 2017
25 Gibilterra 2017 2016
26 Grecia 2017 2016
27 Groenlandia 2018 2017
28 Guernsey 2017 2016
29 Hong Kong 2018 2017
30 India 2017 2016
31 Indonesia 2018 2017
32 Irlanda 2017 2016
33 Islanda 2017 2016
34 Isola di Man 2017 2016
35 Isole Cook 2019 2018
36 Isole Faroe 2017 2016
37 Israele 2018 2017
38 Jersey 2017 2016
39 Lettonia 2017 2016
40 Liechtenstein 2017 2016
41 Lituania 2017 2016
42 Lussemburgo 2017 2016
43 Malesia 2018 2017
44 Malta 2017 2016
45 Mauritius 2018 2017
46 Messico 2017 2016
47 Monaco 2018 2017
48 Norvegia 2017 2016
49 Nuova Zelanda 2018 2017
50 Paesi Bassi 2017 2016
51 Pakistan 2018 2017
52 Panama 2019 2018
53 Polonia 2017 2016
54 Portogallo (incluse Azzorre e Madera) 2017 2016
55 Regno Unito 2017 2016
56 Repubblica Ceca 2017 2016
57 Repubblica PopolareCinese 2018 2017
58 Repubblica Slovacca 2017 2016
59 Romania 2017 2016
60 Saba 2017 2016
61 San Marino 2017 2016
62 Seychelles 2017 2016
63 Singapore 2018 2017
64 Sint Eustatius 2017 2016
65 Slovenia 2017 2016
66 Spagna (incluse Isole Canarie) 2017 2016
67 Sudafrica 2017 2016
68 Svezia 2017 2016
69 Svizzera 2018 2017
70 Ungheria 2017 2016
71 Uruguay 2018 2017

Meno limitazioni per l’agente di affari in mediazione

Per l’agente di affari in mediazione diminuiranno le incompatibilità, limitate a poche ipotesi rispetto ad oggi (Ministero Sviluppo Economico – circolare n. 3719/2019).

Rispetto al passato, le incompatibilità della professione di agente di affari in mediazione saranno limitate alle seguenti ipotesi:
– attività imprenditoriali di produzione, vendita, rappresentanza o promozione dei beni afferenti al medesimo settore merceologico per il quale si esercita l’attività di mediazione;
– attività svolta in qualità di dipendente (ad esclusione delle imprese di mediazione) di ente pubblico o privato, o di istituto bancario, finanziario o assicurativo;
– esercizio di professioni intellettuali afferenti al medesimo settore merceologico per cui si esercita l’attività di mediazione;
– situazioni di conflitto di interessi.

Ad oggi, invece, le incompatibilità sembrerebbero impedire agli agenti di esercitare qualsiasi altra attività diversa da quella di intermediazione. In particolare, le incompatibilità sono con:
– l’attività svolta in qualità di dipendente da persone, società o enti, privati e pubblici, ad esclusione delle imprese di mediazione;
– l’esercizio di attività imprenditoriali e professionali, escluse quelle di mediazione comunque esercitate.

La nuova disciplina è sicuramente più favorevole agli agenti di affari in mediazione, tutti, ed in particolare ai mediatori immobiliari, ed è applicabile a tutti i mediatori: quindi sia a coloro che verranno iscritti al R.I. dall’entrata in vigore della norma in questione, sia in particolare anche a coloro che secondo la disciplina previgente si trovano in condizione di incompatibilità.

In tal senso, il Ministero dello Sviluppo Economico sta provvedendo a fornire a tutte le Camere di Commercio le nuove disposizioni operative al fine di uniformare le procedure da attivare nel momento in cui la legge europea entrerà in vigore, nonché di evitare disorientamento negli utenti.