Registrazione degli atti privati con modello”F24″

Estensione dell’utilizzo del modello di versamento “F24” anche alle somme dovute in relazione alla registrazione degli atti privati (AGENZIA DELLE ENTRATE – Provvedimento 27 gennaio 2020, n. 18379).

Per il versamento dei tributi e dei relativi interessi, sanzioni e accessori dovuti in relazione alla registrazione degli atti privati è utilizzato il modello di versamento “F24”.
L’utilizzo del modello di versamento “F24” decorre con riferimento agli atti presentati per la registrazione dal 2 marzo 2020.
Le disposizioni del provvedimento in oggetto si applicano a tutti gli atti privati soggetti a registrazione (in termine fisso, in caso d’uso o presentati volontariamente per la registrazione) sulla base di quanto previsto dal testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro (DPR n. 131/1986).
Con risoluzione dell’Agenzia delle entrate saranno istituiti i codici tributo da utilizzare per i versamenti di cui sopra e sono impartite le istruzioni per la compilazione dei modelli di pagamento.
Restano ferme le modalità di versamento, tramite modello F24, già previste per le somme dovute in relazione alla registrazione dei contratti di locazione e affitto di beni immobili e alla registrazione degli atti costitutivi delle start-up innovative, nonché gli appositi codici tributo da utilizzare.
Periodo transitorio:
– per il versamento delle somme di cui sopra, fino al 31 agosto 2020 può essere utilizzato il modello F23, secondo le attuali modalità;
– a partire dal 1° settembre 2020 i suddetti versamenti sono effettuati esclusivamente con il modello F24.
I versamenti richiesti a seguito di atti emessi dagli uffici dell’Agenzia delle entrate sono effettuati esclusivamente con il tipo di modello di pagamento indicato nell’atto stesso.

Anche per il 2020 c’è il credito d’imposta per gli investimenti nelle regioni del centro/sud Italia

Prorogato fino al 31 dicembre 2020, il credito d’imposta riconosciuto alle imprese che effettuano investimenti nelle regioni centrali colpite dagli eventi sismici e alle imprese che acquistano beni strumentali destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite del centro/sud Italia (art. 1, co. 218 e 319, L. n. 160/2019).

Il credito d’imposta riconosciuto alle imprese che effettuano investimenti nei comuni delle regioni Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo, colpiti dagli eventi sismici succedutisi dal 24 agosto 2016, è stato prorogato fino al 31 dicembre 2020. Il precedente termine era fissato al 31 dicembre 2019.
Il credito viene sempre attribuito nella misura del 25% per le grandi imprese, del 35% per le medie imprese e del 45% per le piccole imprese.

Anche il credito d’imposta riconosciuto alle imprese che invece acquistano beni strumentali nuovi, destinati alle strutture produttive ubicate nelle zone assistite delle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna, Molise e Abruzzo, è stato prorogato fino al 31 dicembre 2020.

La fattura tax free esonera l’invio dei dati dei corrispettivi al Fisco

Gli operatori commerciali che emettono, per le cessioni di beni effettuate nei confronti dei consumatori extraUe, fatture tax free tramite il sistema OTELLO 2.0, non devono poi procedere alla memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi e all’emissione del documento commerciale. I due documenti sono tra loro alternativi e non concorrenti (Agenzia entrate – n. 13/2020).

Dal 1° gennaio 2020 tutti i soggetti che effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizi devono memorizzare elettronicamente e trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate i dati relativi ai propri corrispettivi giornalieri. L’invio telematico sostituisce la registrazione dei corrispettivi e le modalità di assolvimento dell’obbligo di certificazione fiscale dei corrispettivi ed è già in vigore dal 1° luglio 2019 per coloro che hanno un volume d’affari superiore a 400.000 euro annui.
Le cessioni di beni/prestazioni di servizi, oggetto di invio telematico dei corrispettivi devono essere documentate con un documento commerciale, rilasciato alla clientela, salvo che non venga emessa fattura.

Se i consumatori finali sono domiciliati o residenti fuori dall’Unione europea, l’obbligo di memorizzazione di invio dei dati al Fisco non sussiste.
In particolare, riguardo alle cessioni di beni in favore dei consumatori finali domiciliati o residenti fuori dell’Unione europea:
– è prevista la possibilità di acquistare in Italia beni per uso personale o familiare per un importo superiore a 154,94 euro (IVA inclusa), senza dover corrispondere la relativa imposta o, in caso di pagamento dell’imposta, con diritto al successivo rimborso;
– a decorrere dal 1° settembre 2018, vi è l’obbligo per il cedente di emettere le fatture relative ai cessioni di beni in modalità elettronica tramite il sistema OTELLO 2.0 che ha, in sostanza, digitalizzato il processo per ottenere il “visto doganale” da apporre sulle fatture.

Per fruire dell’agevolazione, il corrispettivo deve essere quindi certificato tramite l’emissione della fattura tax free e non occorre procedere alla memorizzazione elettronica e trasmissione telematica del corrispettivo e all’emissione del documento commerciale, in quanto i due documenti sono tra loro alternativi e non concorrenti.

Prestazioni della previdenza professionale svizzera: regime fiscale

Alle somme percepite da un cittadino italiano, residente in Italia, una tantum sotto forma capitale, a titolo di prestazioni della previdenza professionale obbligatoria svizzera (cd. “LPP” o “secondo pilastro”) si applica la ritenuta alla fonte del 5 per cento soltanto se accreditate tramite un intermediario finanziario italiano. Diversamente, se le stesse somme sono accreditate all’estero, devono essere assoggettate a tassazione separata (Agenzia delle Entrate – Risoluzione n. 3/E del 2019)

IL CASO

Il quesito sottoposto all’esame dell’Agenzia delle Entrate riguarda il caso di un cittadino italiano, residente fiscale in Italia, che in forza di un rapporto di lavoro in Svizzera ha contribuito sia all’assicurazione invalidità, vecchiaia e superstiti Svizzera (cosiddetto “primo pilastro” o anche “AVS”), sia alla forma di previdenza professionale svizzera per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (cosiddetto “secondo pilastro”, o anche “LPP”).
In base alla normativa svizzera, l’ente di previdenza ha erogato il capitale previdenziale accumulato presso la forma di previdenza “LPP” con accredito su un conto corrente svizzero.

PARERE DEL FISCO

Secondo l’Agenzia delle Entrate, nella fattispecie esaminata, le somme percepite devono essere assoggettate a tassazione separata, mediante autotassazione da parte del percipiente in sede di dichiarazione di redditi.
Ciò in quanto, la disciplina in materia stabilisce che le somme corrisposte in Italia da parte della gestione della previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità svizzera (LPP), ivi comprese le prestazioni erogate dagli enti o istituti svizzeri di prepensionamento, maturate sulla base anche di contributi previdenziali tassati alla fonte in Svizzera e in qualunque forma erogate, sono soggette a ritenuta unica del 5 per cento, operata dagli intermediari finanziari italiani che intervengono nel pagamento delle stesse in qualità di sostituti d’imposta.
La ritenuta deve ritenersi applicata a titolo d’imposta ed esonera il percipiente dagli obblighi dichiarativi.
Secondo l’Agenzia delle Entrate, il suddetto trattamento fiscale di favore deve essere riservato alle prestazioni LPP che siano accreditate al beneficiario per il tramite di un intermediario finanziario italiano, al quale sia conferito uno specifico incarico da parte del soggetto erogante ovvero del percipiente ad operare la ritenuta in qualità di sostituto di imposta.
Nella diversa ipotesi in cui il percettore riceva l’accredito delle somme all’estero, l’assenza di un soggetto legittimato a rivestire la qualità di sostituto di imposta, esclude l’applicabilità della ritenuta alla fonte e del regime fiscale di favore. In tal caso, precisa l’Agenzia delle Entrate, la somma liquidata a titolo di prestazioni LPP una tantum sotto forma di capitale deve essere assoggettata a tassazione separata.

“Promozione cultura” per i giovani stranieri in possesso di Permesso di soggiorno

Per l’anno 2020, tutti i giovani stranieri in possesso di permesso di soggiorno in corso di validità, che compiono diciotto anni nell’anno, possono usufruire di una Carta elettronica utilizzabile per l’acquisto di eventi e prodotti culturali (art. 1, co. 357 e 358, L. n. 160/2019).

L’iniziativa è stata introdotta al fine di promuovere lo sviluppo della cultura e la conoscenza del patrimonio culturale a tutti i giovani stranieri residenti in Italia.
La misura consiste nell’assegnazione di somme caricate su una Carta elettronica, finalizzata al solo acquisto di biglietti di eventi e prodotti culturali. Le somme assegnate non costituiscono reddito imponibile del beneficio e non rilevano ai fini del computo del valore ISEE.

La Carta elettronica è riservata esclusivamente ai giovani stranieri in possesso di permesso di soggiorno in corso di validità e che compiono diciotto anni nel 2020. Inoltre, la Carta è utilizzabile nell’anno del compimento del diciottesimo anno di età e per acquistare esclusivamente:
– i biglietti di rappresentazioni teatrali e cinematografiche e spettacoli dal vivo;
– libri;
– abbonamenti a quotidiani anche in formato digitale;
– musica registrata;
– prodotti dell’editoria audiovisiva;
– titoli di accesso a musei;
– titoli di accesso a mostre ed eventi culturali;
– titoli di accesso per visitare monumenti, gallerie, aree archeologiche, e parchi naturali;
– corsi di musica, di teatro o di lingua straniera.