Vendite su ebay non dichiarate: accertamento solo per quelle andate a buon fine

Le transazione effettuate tramite ebay possono essere oggetto di accertamento se andate a buon fine, ossia se si sono concretizzate in vendite alle quali sono seguiti ricavi tassabili non dichiarati (Corte di Cassazione – ordinanza n. 26987/2019).

Il chiarimento arriva direttamente dalla Corte di Cassazione che si è espressa sull’accertamento induttivo del reddito prodotto dalle vendita di beni tramite aste online su ebay, precisando che relativamente a tale fattispecie, l’accertamento può essere fondato solo sulle transazioni andate a buon fine, per le quali vengono consegnati i beni, tenendo conto del fatto che nelle vendite online la consegna della merce è successiva al pagamento del prezzo.
Solo in tali circostanze, quindi, è da ritenersi legittimo l’accertamento in caso di omessa dichiarazione dei redditi. In tal caso, l’ufficio dell’Amministrazione finanziaria può procedere all’accertamento induttivo del reddito imponibile anche sulla base di presunzioni prive dei requisiti della gravità, precisione e concordanza, le quali hanno il valore autonomo di prova della pretesa fiscale e producono l’effetto di spostare sul contribuente l’onere della prova contraria.
È errato quindi sostenere che sia l’ufficio dell’Amministrazione a dover dimostrare che le transazioni effettuate dal contribuente si siano concretizzate in vendite, alle quali sono seguiti ricavi tassabili.

Nuovi minimi mensili per i dipendenti del trasporto merci

Da ottobre 2019 decorre l’ultima rata dell’aumento previsto dall’accordo di rinnovo del 3/12/2017 per i dipendenti del trasporto merci.

La Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica, con circolare del 17/10/2019, ha comunicato la decorrenza da ottobre 2019 della quarta ed ultima rata dell’aumento previsto dall’accordo di rinnovo del 3/12/2017.
I nuovi importi dei minimi contrattuali mensili sono pertanto i seguenti.

Livello Minimo
Quadro 2.246,67
1 2.109,79
2 1.938,22
C3 1.750,76
B3 1.750,37
3 Super 1.750,37
A3 1.749,98
F2 1.703,93
E2 1.703,54
3 1.703,50
D2 1.703,11
H1 1.650,91
G1 1.644,30
4 SENIOR 1.620,25
4 JUNIOR 1.577,94
5 1.544,97
6 SENIOR 1.443,72
6 JUNIOR 1.328,17

Livello personale Viaggiante/Rider

Minimo
I Rider da 1 a 6 mesi 1.447,68
I Rider oltre 6 mesi 1.526,63
L Rider da 1 a 6 mesi 1.447,68
L Rider da 7 a 15 mesi 1.526,63
L Rider oltre 15 mesi 1.566,13

 

Apprendisti Professionalizzanti dal 26/4/2012

Livello Da mese A mese Minimo
4 Junior 1 12 1.183,46
13 24 1.341,25
25 36 1.577,94
4 Senior 1 12 1.215,19
13 24 1.377,21
25 36 1.620,25
6 Junior 1 12 996,13
13 24 1.128,94
25 36 1.443,72
6 Senior 1 12 1.082,79
13 24 1.227,16
25 36 1.443,72
Autista 3 1 12 1.533,15
13 24 1.618,32
25 48 1.703,50
Autista 3S 1 12 1.575,33
13 24 1.662,85
25 60 1.750,37
1 1 12 1.582,34
13 24 1.793,32
25 36 2.109,79
2 1 12 1.453,66
13 24 1.647,49
25 36 1.938,22
3 1 12 1.277,62
13 24 1.447,98
25 36 1.703,50
5 1 12 1.158,73
13 24 1.313,22
25 36 1.544,97
3S 1 12 1.312,78
13 24 1.487,81
25 36 1.750,37

Firmato il decreto sui progetti utili alla comunità per i percettori del Rdc

Il 22 ottobre è stato firmato il decreto ministeriale, concertato con i Comuni, che definisce l’attivazione dei lavori di pubblica utilità che i beneficiari di Reddito di cittadinanza dovranno effettuare presso il Comune di residenza.

I Comuni interessati avranno, quindi, la possibilità di avviare la progettazione e definire le attività che i beneficiari del Reddito di cittadinanza andranno a svolgere.
Il Comune è il titolare dei Progetti Utili alla Comunità e può avvalersi della collaborazione di enti del Terzo Settore o di altri enti pubblici. I PUC possono essere svolti in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni, contribuendo alla costruzione di una comunità migliore.
Il provvedimento in parola delinea i confini delle attività che possono essere realizzate, i percettori di Rdc, infatti: non possono svolgere attività in sostituzione di personale dipendente dall’ente pubblico proponente o dall’ente gestore nel caso di esternalizzazione di servizi o dal soggetto del privato sociale; non possono altresì ricoprire ruoli o posizioni nell’organizzazione del soggetto proponente il progetto; non possono sostituire lavoratori assenti a causa di malattia, congedi parentali, ferie e altri istituti; né possono essere utilizzati per sopperire a temporanee esigenze di organico in determinati periodi di particolare intensità di lavoro.

Malattia professionale e decesso del dipendente: risarcimento per la perdita del rapporto parentale

In caso di decesso del lavoratore per malattia professionale, il pregiudizio da “perdita del rapporto parentale” rappresenta un peculiare aspetto del danno non patrimoniale e consiste non già nella mera perdita delle abitudini e dei riti propri della quotidianità, bensì nello sconvolgimento dell’esistenza, rivelato da fondamentali e radicali cambiamenti dello stile di vita, nonché nella sofferenza interiore derivante dal venir meno del rapporto.

Lo ha ribadito la Suprema Corte di Cassazione pronunciandosi sul caso di alcune ererdi di un lavoratore deceduto, i quali chiedevano la condanna del datore al risarcimento “iure hereditatis” del danno biologico da invalidità permanente, danno morale e danno esistenziale sofferto dal congiunto nonché al risarcimento iure proprio del danno morale, psicofisico ed esistenziale.
Premesso che il pregiudizio del quale si lamenta il mancato ristoro non è riconducibile ad alcuna delle voci di danno oggetto della originaria domanda, quale sopra ricostruita, posto che il danno biologico si configura quale lesione della integrità psicofisica della persona in se considerata, indipendentemente dalle ripercussioni che essa può comportare sulla capacità di lavoro e di guadagno del soggetto e comprende anche il danno cd. esistenziale (quale componente dinamico-relazionale attinente alla vita esterna del danneggiato), appartenendo tali categorie (o voci) di danno alla stessa area protetta dall’art. 32 Cost, mentre il danno morale concerne la sofferenza interiore patita dal soggetto in conseguenza della lesione del suo diritto alla salute, costituiva onere delle ricorrenti dimostrare l’avvenuta rituale allegazione, nell’ambito del giudizio di merito, dell’esistenza di un danno non patrimoniale da perdita della vita riferito al congiunto.
Relativamente al danno sofferto dalle ricorrenti per il decesso del genitore, gli Ermellini ricordano che, il pregiudizio da perdita del rapporto parentale rappresenta un peculiare aspetto del danno non patrimoniale e consiste non già nella mera perdita delle abitudini e dei riti propri della quotidianità, bensì nello sconvolgimento dell’esistenza, rivelato da fondamentali e radicali cambiamenti dello stile di vita, nonché nella sofferenza interiore derivante dal venir meno del rapporto. Tale danno deve essere oggetto di allegazione e prova.
In ogni caso tali motivi di doglianza appaiono privi di pregio alla luce della giurisprudenza di legittimità che nel riconoscere la tutela risarcitoria per danno non patrimoniale connesso alla violazione dei diritti inviolabili della famiglia ha ribadito che tale danno, anche quando sia determinato dalla lesione di diritti inviolabili della persona, costituisce danno conseguenza che deve essere allegato e provato, neppure potendo condividersi la tesi che trattasi di danno in re ipsa, sicché dovrà al riguardo farsi ricorso alla prova testimoniale, documentale e presuntiva.

In scadenza la prima rata di contribuzione al Fondo Sanilog

Entro il 16/11/2019 le aziende che applicano il CCNL logistica, trasporto merci e spedizione, dovranno versare al Fondo Sanilog, per singolo dipendente, la prima rata semestrale di contribuzione.

Le aziende che applicano il CCNL logistica, trasporto merci e spedizione, entro e non oltre il 16 novembre 2019, dovranno versare al Fondo di assistenza sanitaria integrativa Sanilog, per singolo dipendente non in prova a tempo indeterminato compreso l’apprendista, in forza alla data del 31 ottobre 2019, la prima rata semestrale di contribuzione per il periodo 1° gennaio 2020 – 30 giugno 2020, pari ad € 60.
Il suddetto versamento dovrà essere effettuato tramite modello F24.
Per riscontrare la correttezza dell’elenco della forza lavoro e conoscere l’importo totale del versamento, dal 31 ottobre entro e non oltre il 16 novembre 2019, l’azienda dovrà accedere alla propria area riservata, verificare la distinta di contribuzione del “I semestre 2020” ed effettuare la registrazione di eventuali nuove assunzioni o cessazioni.
Il ritardato pagamento del contributo da parte dell’azienda comporterà la sospensione della copertura Sanilog dei dipendenti dal 1° gennaio 2020 e la successiva comunicazione dell’omissione contributiva agli stessi tramite posta ordinaria oltre all’applicazione di un interesse di mora pari al tasso ufficiale legale, aumentato di due punti percentuali.
In caso di mancata adesione o di omissione contributiva, l’azienda ha una responsabilità diretta nei confronti dei propri dipendenti. Pertanto l’azienda che ometta il versamento dei contributi suddetti è responsabile verso i lavoratori non iscritti al Fondo della perdita delle relative prestazioni sanitarie, salvo il risarcimento del danno subito.