Bonus Asilo nido 2020 cumulabile con il bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting

02 aprile 2020 Nei casi di contributo per la frequenza dell’asilo nido, erogato ai sensi dell’articolo 3 del D.P.C.M. 17 febbraio 2017, non sussista alcuna incompatibilità con la concessione del bonus per l’acquisto dei servizi di baby-sitting, introdotto dal Governo per fronteggiare l’attuale situazione emergenziale. Il bonus baby-sitting, infatti, è erogato mediante Libretto Famiglia di cui all’articolo 54-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, ed è destinato a remunerare il soggetto prestatore di lavoro occasionale che svolge assistenza e sorveglianza del minore nelle mensilità interessate dalla sospensione dei sevizi educativi per l’infanzia a causa dell’emergenza da COVID-19 (Messaggio Inps n. 1447/2020).

Con riferimento alla fruizione del bonus asilo nido per l’annualità 2020, sono stati sollevati numerosi dubbi sull’erogazione del beneficio da parte dell’Inps anche per le mensilità interessate dalla sospensione dei sevizi educativi per l’infanzia a causa dell’emergenza da COVID-19.
L’articolo 1 del D.P.C.M. 4 marzo 2020 – come noto – ha disposto la sospensione dei servizi educativi per l’infanzia di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65. Il decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 recante “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”, ha conseguentemente previsto, in alternativa alla fruizione del congedo parentale c.d. COVID-19, la possibilità di ottenere un bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting per le prestazioni di assistenza e sorveglianza dei minori effettuate dal 5 marzo 2020, fornendo istruzioni operative in merito con la circolare n. 44/2020.
Tenendo presente tale quadro normativo, si è posto il dubbio della compatibilità fra il bonus asilo nido, erogato ai sensi dell’articolo 3 del D.P.C.M. 17 febbraio 2017, durante il predetto periodo di sospensione dei servizi educativi, in cumulo eventualmente con il nuovo bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting di cui agli articoli 23 e 25 del citato decreto-legge.

L’Inps precisa che l’erogazione del bonus asilo nido avviene in base all’effettivo sostenimento dell’onere da parte del genitore richiedente, tenuto a presentare nelle tempistiche previste i documenti giustificativi della spesa, quali le fatture emesse dall’asilo, le ricevute di pagamento etc., avvalendosi della funzione di allegazione del documento presente nella procedura di invio on line della domanda ovvero mediante l’App INPS mobile, entro la fine del mese di riferimento ovvero improrogabilmente entro il 1° aprile dell’anno successivo. Non è richiesta anche la documentazione attestante l’effettiva frequenza del minore presso l’asilo nido al quale è stato iscritto.
Pertanto, ciò che rileva ai fini dell’erogazione del bonus asilo nido è l’adempimento dell’onere di pagamento della retta, nascente dal contratto stipulato con la scuola. L’Istituto ricorda che resta comunque possibile effettuare la variazione dei mesi originariamente richiesti in domanda utilizzando l’apposita funzionalità, disponibile nell’ambito del servizio on line dell’applicativo del bonus asilo nido, seguendo il percorso “variazioni domanda/invia richiesta” > “motivo richiesta variazione” > “sostituzione mensilità richieste” (cfr. messaggio n. 3007/2019).
Ciò premesso, nei casi di contributo per la frequenza dell’asilo nido si ritiene non sussista alcuna incompatibilità con la concessione del bonus per l’acquisto dei servizi di baby-sitting, introdotto dal Governo per fronteggiare l’attuale situazione emergenziale, fornendo alle famiglie il sostegno necessario all’accudimento dei minori nel nucleo familiare. Il bonus baby-sitting, infatti, è erogato mediante Libretto Famiglia di cui all’articolo 54-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, ed è destinato a remunerare il soggetto prestatore di lavoro occasionale che svolge assistenza e sorveglianza del minore nei periodi di cui al comma 1 dell’articolo 23 del D.L. n. 18/2020. Resta fermo, pertanto, il diritto a percepire il rimborso per il pagamento della retta dell’asilo per le mensilità riferite al periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia, sulla base della documentazione attestante l’effettivo sostenimento della spesa.

Accordo Bolzano sugli ammortizzatori sociali in deroga per l’emergenza Covid – 19

 

Firmato l’Accordo quadro locale sui criteri di accesso al Fondo territoriale di solidarietà bilaterale della Provincia autonoma di Bolzano per l’utilizzo delle risorse finanziarie derivanti dagli ammortizzatori sociali in deroga

Possono richiedere la prestazione del Fondo in applicazione della CIGD tutti i datori di lavoro del settore privato, inclusi gli agricoli, della pesca e del terzo settore, compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti, indipendentemente dal numero dei dipendenti occupati, per i quali non trovino applicazione le tutele degli ammortizzatori sociali ordinari previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario. In tal senso la presente tutela è espressamente estesa anche ai datori di lavoro che occupano meno di 6 dipendenti. Sono esclusi i datori di lavoro domestico.
La prestazione del Fondo è concessa a beneficio dei lavoratori dipendenti di unità produttive ubicate in provincia di Bolzano, che siano sospesi dal lavoro o effettuino prestazioni di lavoro a orario ridotto per contrazione o sospensione dell’attività produttiva dovuta a situazioni aziendali inerenti gli effetti diretti o indiretti del fenomeno epidemiologico “COVID 19” e delle misure di contenimento previste dalle autorità preposte.
Per ciascuna unità produttiva la prestazione che viene autorizzata dal Fondo può essere concessa con decorrenza dal 23 febbraio 2020 fino al 31 agosto 2020, per un periodo non superiore a nove settimane.
La domanda al Fondo può essere presentata dai datori di lavoro per i quali non trovino applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario.
Sono ricomprese le aziende beneficiarie della sola CIGS (ad es. aziende del commercio e agenzie viaggio con più di 50 dipendenti), in quanto attualmente non ricomprese nella tutela.
Sono comprese le aziende che in via principale non sono tutelate dagli ammortizzatori sociali ordinari in costanza di rapporto di lavoro e che in via residuale possono chiedere la CIGD. Non è dovuta la contribuzione addizionale.
Ai fini della procedibilità e dell’autorizzazione della domanda è sufficiente che la domanda per poter accedere alle prestazioni del Fondo diretta alla sede INPS di Bolzano venga altresì inoltrata alle OO.SS. territoriali comprendente l’elenco dei lavoratori interessati.
Il trattamento del Fondo può essere concesso ai lavoratori subordinati con qualunque forma contrattuale, con qualifica di operai, impiegati e quadri, ivi compresi gli apprendisti di qualsiasi livello e di qualsiasi forma contrattuale, i lavoratori subordinati assunti, i soci lavoratori delle cooperative con rapporto di lavoro subordinato. Sono compresi altresì i lavoratori agricoli e forestali occupati presso amministrazioni pubbliche che gestiscono aziende agricole o eseguono lavori di forestazione, qualora non possono accedere ad ammortizzatori sociali ordinari.
I lavoratori beneficiari devono risultare in forza presso il datore di lavoro durante il periodo decorrente dalla data del 23 febbraio 2020 entro il 17 marzo 2020 o ad eventuali nuove decorrenze che dovessero essere stabilite.
Il trattamento del Fondo, limitatamente al settore agricolo, è fruibile nei limiti delle 54 giornate (9 settimane previste dal decreto, per 6 giorni in caso di settimana lavorativa di 6 giorni) o di 45 giornate (per settimana lavorativa di 5 giorni), calcolate in rapporto alla differenza tra le giornate effettivamente lavorate e quelle complessivamente lavorabili nel periodo previsto dal 23 febbraio al 23 agosto 2020, anche in riferimento a periodi di lavoro (da considerarsi in giornate di lavoro) non continuativi.
I lavoratori intermittenti possono accedere nei limiti delle giornate di lavoro concretamente effettuate, come emergenti secondo la media dei 12 mesi precedenti la data di sospensione o riduzione dell’attività da parte del datore di lavoro.
La domanda può essere presentata retroattivamente anche per periodi di sospensione avvenuti nel periodo decorrente dal 23 febbraio.

Protocollo Quadro per il sostegno al reddito in Emilia-Romagna

02 apr 2020 Siglato il 30/3/2020, tra la Regione Emilia-Romagna, le Istituzioni Locali, gli Istituti di Credito, le Associazioni imprenditoriali e le Organizzazioni Sindacali dei lavoratori, il Protocollo Quadro Sostegno al reddito dei lavoratori di aziende in difficoltà della Regione Emilia-Romagna.

II presente Protocollo avrà validità per gli interventi di sostegno al reddito con decorrenza compresa tra il 1/1/2020 e il 31/12/2020.
Le parti firmatarie convengono l’attivazione di finanziamenti individuali da parte delle Banche a costo zero e a tasso zero a lavoratori dipendenti di aziende in crisi.
Nell’ambito del presente protocollo, per “azienda in crisi” si intende l’azienda che attiva ammortizzatori sociali e non ha le condizioni per anticipare ai lavoratori il sostegno al reddito. Pertanto, si tratta di aziende che hanno attivato gli ammortizzatori sociali conservativi per far fronte a fasi di cessazione di tutta o di parte dell’attività produttiva sul territorio regionale, o in situazione di grave dissesto finanziario, o per sostenere processi di riorganizzazione aziendale o che devono affrontare una riduzione o cessazione temporanea dell’attività, o che hanno attivato gli ammortizzatori sociali in deroga per il 2020, anche a seguito dell’emergenza COVID-19.
Il finanziamento si configura come un anticipo sugli ammortizzatori sociali spettanti al lavoratore per supportarlo nei periodi di temporanea assenza di reddito, in attesa di percepire da parte dell’INPS le indennità di sostegno al reddito spettanti.

La Regione Emilia-Romagna si assume i seguenti impegni:
– organizzare gli incontri del Tavolo Tecnico necessari alla gestione del protocollo e partecipare con i referenti individuati;
– garantire il corretto e efficace passaggio di informazioni fra Istituti di Credito, INPS, Organizzazioni sindacali, Associazioni imprenditoriali e Azienda;

Agenzia regionale per il lavoro si assume i seguenti impegni:
– comunicare con tempestività alle Banche le nuove richieste di attivazione di ammortizzatori sociali per i quali le Banche possono procedere con le anticipazioni
– verificare la correttezza della procedura per quanto attiene alle proprie competenze e informare il Tavolo Tecnico di eventuali incongruenze;

Istituti di Credito si assume i seguenti impegni:
– Attivare finanziamenti individuali a costo zero e a tasso zero a lavoratori dipendenti di aziende in crisi.
– partecipare con i referenti designati agli incontri del Tavolo Tecnico regionale per la gestione del protocollo;
– verificare la correttezza della procedura per quanto attiene alle proprie competenze e informare il Tavolo Tecnico di eventuali incongruenze;
– fornire informazioni ai lavoratori rispetto alle modalità di attivazione e gestione dei finanziamenti.

Organizzazioni Sindacali

– partecipare con i referenti designati agli incontri del Tavolo Tecnico per la gestione del protocollo;
– garantire il corretto ed efficace passaggio di informazioni fra il Tavolo Tecnico e i lavoratori, in particolare rispetto alle modalità di attivazione e gestione dei finanziamenti;
– verificare che ci siano le condizioni per l’attivazione del Protocollo e verificare l’impossibilità dell’azienda ad anticipare le indennità spettanti a titolo di ammortizzatore sociale, anche con eventuale indicazione nell’accordo sindacale;

Associazioni imprenditoriali

– partecipare con i referenti designati agli incontri del Tavolo Tecnico per la gestione del protocollo;
– Sollecitare le imprese a presentare le domande di ammortizzatori sociali nel più breve tempo possibile;
– garantire il corretto ed efficace passaggio di informazioni fra il Tavolo Tecnico e le aziende associate, in particolare rispetto alle modalità di attivazione e gestione dei finanziamenti, compresa la comunicazione mensile alle Banche degli importi da anticipare calcolati con le modalità concordate.

I finanziamenti, che si attiveranno attraverso modalità telematiche, su richiesta del lavoratore mediante una apertura di credito in un conto corrente dedicato presso una delle Banche di cui è correntista, consisteranno in un anticipo sulle somme spettanti al lavoratore a titolo di ammortizzatore sociale.
La richiesta del lavoratore avverrà a seguito dell’attivazione, da parte dell’azienda presso cui è dipendente, di un ammortizzatore sociale per cui è richiesto il pagamento diretto da parte dell’INPS.
L’erogazione dei finanziamenti sarà comunque vincolata alla valutazione positiva da parte della Banca interpellata.

La Banca, a richiesta del lavoratore e previa valutazione del suo merito di credito, concederà un finanziamento nella forma tecnica di apertura di credito su un conto corrente dedicato all’operazione nella seguente misura:

Massimo euro 700 al mese (minimo 100 euro) per un numero di mensilità pari a:

– 9 mensilità per CIGS, CIGS per Contratti di Solidarietà difensivo di cui al D.Lgs. 148/2015 e art. 35 della Legge 416/1981 e successive modificazioni e integrazioni (per un massimo di € 6.300),
– 2 mensilità nell’anno solare per CIG in Deroga (per un massimo di € 1.400)
– 3 mensilità per CIGO di cui al D.Lgs. 148/2015 (per un massimo di € 2.100)
– 3 mensilità per il Fondo di integrazione salariale (FIS) di cui al D.Lgs. 148/2015 (per un massimo di € 2.100)

con un minimo di una mensilità.
Tali importi saranno riproporzionati in base alla durata effettiva dell’ammortizzatore sociale attivato, in base alla tipologia contrattuale del lavoratore, in base alle ore effettive di sospensione ed alle modalità di applicazione delle detrazioni di imposta, ed in ogni caso fino all’ammontare massimo indicato.
La Banca procederà mensilmente all’erogazione dell’anticipo a favore del lavoratore solo dopo aver ricevuto apposita comunicazione dell’Azienda, attestante l’importo corrispondente della quota di integrazione salariale spettante al lavoratore, calcolato in base alla tipologia contrattuale del lavoratore, in base alle ore effettive di sospensione ed alle modalità di applicazione delle detrazioni di imposta. Sarà cura dell’azienda indirizzare tali comunicazioni alle Filiali, o altra struttura centrale segnalata dalla Banca, presso le quali i lavoratori hanno aperto il conto corrente dedicato.
Gli importi in entrata sul conto corrente del lavoratore provenienti dall’INPS a titolo di ammortizzatore sociale saranno trattenuti dall’Istituto di Credito fino alla concorrenza dell’ammontare del finanziamento. Le eventuali somme eccedenti saranno nella disponibilità del lavoratore.
I tempi di rimborso dei finanziamenti saranno correlati ai tempi di liquidazione da parte dell’lnps delle indennità spettanti a titolo di ammortizzatore sociale.

Decreto “Cura Italia”: le faq della Fondazione Studi CdL

Gli esperti della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro forniscono chiarimenti in merito ad alcuni dei dubbi sollevati in questi giorni da coloro che si trovano a gestire ammortizzatori sociali, licenziamenti, scadenze fiscali e smart working secondo quanto previsto dal D.L. cd. Cura Italia, e dalle ultime indicazioni Inps.

A cura della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro

L’ISTANZA CIGD VA PRESENTATA ALL’INPS OPPURE ALLA REGIONE? E IN QUEST’ULTIMO CASO, COME SI FA?
L’istanza deve essere presentata alla Regione che provvede all’istruzione della pratica in ordine cronologico.

L’ISTANZA DEVE CONTENERE IL PERIODO E L’INTENSITÀ MASSIMA DI CUI SI PREVEDE CI SIA BISOGNO? SE CHIEDO UN INTERVENTO PARZIALE E POI NON BASTA COME POSSO POI AUMENTARE LA RICHIESTA?
La richiesta deve essere effettuata nel limite del periodo d’interesse il quale non può superare le nove settimane nell’arco temporale 23.2.2020- 31.08.2020. Essa può peraltro essere effettuata anche in termini frazionati in ragione delle esigenze organizzative del datore di lavoro.

– IN CASO DI CIGO SEMBRA NON ESSERE NECESSARIO ACCORDO SINDACALE MA DI SOLA INFORMAZIONE/CONSULTAZIONE. NON DOVREBBE ESSERE PREVISTO ALCUN COSTO, IN TAL CASO. DICO BENE?
L’accordo sindacale è richiesto unicamente per la CIG in deroga secondo il testo normativo. In ogni caso, ove i sindacati non si presentassero per la consultazione, sarebbe unicamente necessario dimostrare che l’informativa e la convocazione sono state fatte con gli ordinari mezzi di prova (ad esempio una pec). L’intervento degli ammortizzatori di cui al D.L. n. 18/2020 è escluso dalla contribuzione addizionale e quindi non viene previsto alcun costo aggiuntivo per il datore di lavoro.

BISOGNA CONTATTARE LE SEDI SINDACALI LOCALI? SE NON ESISTONO A LIVELLO LOCALE?
È opportuno contattare le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative competenti per il territorio a cui si riferisce l’unità produttiva per cui viene chiesto l’intervento.

LE RITENUTE IRPEF E I CONTRIBUTI PREVIDENZIALI SONO STATI PROROGATI AL 31 MAGGIO PER I DATORI DI LAVORO CON RICAVI FINO A 2 MILIONI DI EURO?
Si, l’articolo 62, c. 2 prevede una sospensione dei versamenti da autoliquidazione che scadono nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 marzo 2020, per i soggetti con i seguenti tre requisiti:
– esercenti attività d’impresa, arte o professione;
– con domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nel territorio dello Stato;
– con ricavi o compensi non superiori a 2 milioni di euro nel periodo di imposta precedente a quello incorso alla data di entrata in vigore del decreto “Cura Italia” (17 marzo 2020).
Le sospensioni dei versamenti riguardano:
a) Le ritenute alla fonte per redditi di lavoro dipendente e assimilati di cui agli articoli 23 e 24 del d.P.R. n. 600/73 e relative all’addizionali, che i predetti soggetti operano in qualità di sostituti d’imposta;
b) IVA;
c) contributi previdenziali e assistenziali, e ai premi per l’assicurazione obbligatoria.
I versamenti sospesi sono effettuati, senza applicazione di sanzioni ed interessi, in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020 o fino a 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020. Infine, con riferimento alla sospensione di adempimenti e versamenti relativi anche alla quota contributi a carico del lavoratore trattenuta dal sostituto d’imposta, si segnala l’interpretazione fornita da Fondazione Studi Consulenti del Lavoro con approfondimento del 20 marzo 2020 confermata dall’Inps con il comunicato stampa del 21 marzo 2020 e con il successivo messaggio n. 1373/20.

PER LE AZIENDE CON RICAVI FINO A 2 MILIONI DI EURO SONO SOSPESE LE RITENUTE DI ACCONTO SUGLI AUTONOMI?
No, le ritenute di acconto sui compensi di lavoro autonomo e provvigioni di cui agli artt. 25 e 25-bis, d.P.R. n. 600/73 devono continuare ad essere versate alle ordinarie scadenze. L’art. 62, c. 2, per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato, con ricavi o compensi non superiori a 2 milioni di euro nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data del 17 marzo 2020 sospende i versamenti da autoliquidazione che scadono nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 marzo 2020 relativi a:
a) le ritenute alla fonte per redditi di lavoro dipendente e assimilati di cui agli articoli 23 e 24 del d.P.R. n. 600/73 e relative all’addizionali, che i predetti soggetti operano in qualità di sostituti d’imposta;
b) IVA;
c) contributi previdenziali e assistenziali, e ai premi per l’assicurazione obbligatoria.
I versamenti sospesi sono effettuati, senza applicazione di sanzioni ed interessi, in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020 o fino a 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020.

LETTERA LICENZIAMENTO ANTE 17 MARZO. DECORRENZA 16 MARZO. NON HO ANCORA INVIATO L’UNILAV. NON POSSO PIÙ PROCEDERE?
Il licenziamento è valido e si può provvedere all’invio dell’Unilav. L’efficacia del licenziamento di perfeziona con la ricezione della comunicazione da parte del lavoratore interessato che qui, a quanto dichiarato, l’ha ricevuta il 16 marzo, quindi prima dell’entrata in vigore dell’art. 46 del D.L. n. 18/2020 che sospende tale prerogativa datoriale fino al 16 maggio 2020.

I LICENZIAMENTI PER G.M.O. GIÀ FATTI DAL 23/02/2020 E PER I QUALI I LICENZIATI HANNO ANCHE GIÀ CHIESTO LA DISOCCUPAZIONE CHE FINE FANNO?
I licenziamenti indicati sono sottratti ai vincoli dell’art. 46 del D.L. n. 18/2020, che operano dalla sua entrata in vigore (17 marzo 2020) e per i sessanta giorni successivi (16 maggio 2020). Il riferimento al 23/02/2020 è soltanto per le procedure di cui alla L. n. 223/91 avviate successivamente, dunque fattispecie comunque estranee a quella prospettata con il quesito.

È POSSIBILE USUFRUIRE DEI PERMESSI L.104 STRAORDINARI (15 GIORNI TOTALI) DURANTE L’ATTIVITÀ LAVORATIVA SVOLTA IN SMART WORKING?
Nella versione definitiva del decreto “Cura Italia”, i permessi retribuiti aggiuntivi per disabilità previsti dall’art. 24 del D.L. n. 18/2020 possono essere goduti senza alcuna limitazione anche dal lavoratore che svolga normalmente la propria prestazione in regime di lavoro agile. Nessuna preclusione è riferita dalla norma nemmeno nei confronti di coloro che godono di riduzioni dell’orario di lavoro per effetto di Cassa integrazione, assegno ordinario o altri ammortizzatori sociali.

SE L’EMERGENZA TERMINA PRIMA DEL 31 LUGLIO PROSSIMO, SI PUÒ IMPORRE AL LAVORATORE DI RINUNCIARE ANTE TEMPO ALLO SMART WORKING, ANCHE LADDOVE LA COMUNICAZIONE MASSIVA ABBIA INDICATO IL TERMINE DEL 31/7?
L’attuale durata di vigenza del regime derogatorio del lavoro agile (autorizzato dal DPCM 8/3/2020, art. 2 c. 1 lett. r) è legata alla durata dello stato di emergenza di cui alla deliberazione del Consiglio dei ministri 31 gennaio 2020, attualmente proclamato fino al 31 luglio 2020. Il DPCM specifica che durante tale arco di tempo il lavoro agile ‘può essere applicato dal datore di lavoro, senza costituire un onere di per sé obbligatorio, anche quanto a durata. La durata della prestazione, comunicata al Ministero del Lavoro attraverso invio massivo con file xls, viene indicata nella comunicazione obbligatoria unicamente nei suoi termini iniziali e finali, senza specificare gli effettivi giorni della prestazione in smart working. Dal momento che il lavoro agile emergenziale è caratterizzato dalla unilateralità di disposizione da parte del datore di lavoro, che se ne può avvalere liberamente, si ritiene sia possibile comunicarne la cessazione anticipata, con successiva comunicazione sostitutiva sul medesimo portale. Ricordando che il DPCM 11 marzo 2020 ha raccomandato, così come il Protocollo interconfederale del 14 marzo, l’uso più diffuso possibile dello smart working ai fini del contenimento dell’emergenza sanitaria in corso (il datore di lavoro potrebbe dover rispondere giudizialmente al dipendente che dimostri la svolgibilità della sua prestazione in regime di lavoro agile, specie nei casi di cui all’art. 39 del D.L. 18/2020), si suggerisce di specificare in una informativa consegnata al dipendente anche l’eventuale cessazione anticipata rispetto ai termini inizialmente comunicati.

Coronavirus – Protocollo per le strutture socio-assistenziali della Regione Piemonte

Siglato il 31/3/2020, tra l’Unità di crisi – Regione Piemonte Prefetture Città Metropolitana Province del Piemonte, il Protocollo d’intesa per ulteriori misure di contenimento Covid-19 e indicazioni operative sull’assistenza territoriale e nelle strutture assistenziali e socio sanitarie, ivi comprese le Rsa

Nell’ambito dello scenario generale di emergenza sanitaria del momento attuale, nella Regione Piemonte è emersa la particolare situazione di vulnerabilità degli ospiti ricoverati nelle Residenze Sanitarie Assistenziali, che rappresentano la popolazione maggiormente esposta al rischio di complicanze conseguenti all’infezione da COVID 19 a causa dell’età avanzata degli stessi e della particolare incidenza di fattori di comorbilità.
Il presente Protocollo, pertanto, contiene linee guida per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID 19 negli ambienti delle Residenze Sanitarie Assistenziali, adottate a seguito di un capillare monitoraggio a livello regionale delle singole strutture e dei relativi contesti di assistenza e di criticità.
La prosecuzione delle attività delle medesime dovrà, infatti, avvenire in presenza di condizioni che assicurino alle persone che vi sono ospitate e al personale ivi impegnato adeguati livelli di protezione.
È obiettivo prioritario assicurare il reperimento delle qualifiche professionali di ambito socio-sanitario anche attraverso misure di carattere straordinario, finalizzate a fronteggiare l’emergenza determinata dalla diffusività del contagio, affinché le strutture territoriali pubbliche e private che erogano prestazioni sociosanitarie e socio assistenziali in regime residenziale e semi-residenziale proseguano la loro attività, nel rispetto delle misure precauzionali di contenimento del rischio, garantendo ai pazienti la continuità dell’assistenza nelle condizioni di massima sicurezza e al personale di operare al minor livello di rischio possibile, nel rispetto di quanto previsto dal decreto legge n. 9 del 2/3/2020 e dal D.P.C.M. 4/3/2020.
Le parti, pertanto, concordano quanto segue:

1. La Regione Piemonte predispone un sistema di mappatura messo in atto dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte relativo al monitoraggio continuo delle singole RSA operanti sul territorio regionale.
Nella piattaforma sarà possibile verificare di tutti i residenti:
a) i cittadini risultati positivi al COVID-19;
b) i cittadini posti in quarantena;
c) i cittadini che, contratto il COVID-19, siano divenuti negativi.
La Regione Piemonte valuterà la possibile attuazione su tutto il personale e gli ospiti presenti all’interno delle RSA di un programma graduale di monitoraggio sierologico secondo i risultati della sperimentazione già in corso.
2. Le strutture assistenziali e socio-sanitarie, ivi comprese le RSA, devono garantire alle persone che vi sono ospitate e ai lavoratori che vi sono impiegati adeguati livelli di protezione, assicurando l’efficace isolamento all’interno della struttura sociosanitaria degli ospiti risultati positivi al contagio da Covid-19 e sottoposti a regime di quarantena.
Il personale socio sanitario in quarantena potrà essere ricollocato all’interno di strutture di ricovero alternative (es. alberghi) situate nelle vicinanze.
3. Nelle Residenze Sanitarie Assistenziali è consentito convertire una parte del monte-ore di assistenza tutelare in monte-ore assegnato al servizio infermieristico, come previsto dalla Deliberazione della Giunta Regionale Piemonte 20/3/2020, n.4-1141.
E’ possibile assolvere a parte del monte-ore O.S.S. con operatori a supporto, ovvero che lavorino sempre in affiancamento a un O.S.S., che:
– stiano frequentando un corso O.S.S.;
– abbiano conseguito l’attestato di qualifica professionale di assistente familiare;
– abbiano svolto, con regolare contratto di lavoro, per almeno 6 mesi, anche non consecutivi, mansioni di assistenza al domicilio di anziani non autosufficienti o disabili;
– a conclusione di un corso di studio di istruzione superiore della durata di 5 anni che si conclude con il rilascio di un diploma di maturità, abbiano conseguito il diploma di Tecnico dei Servizi Socio-Sanitari;
– abbiano conseguito la laurea triennale in Educazione Professionale (classe di laurea L/SNT2);
– siano in possesso del titolo di infermiere volontario (D.Lgs. n. 66 del 2010, art. 1729 c.c. e ss.).
Nelle Residenze Sanitarie Assistenziali è consentito assolvere il monte-ore richiesto, per una determinata professionalità, con operatori in possesso della qualifica abilitante a svolgerla, che siano disponibili a prestare attività lavorativa a titolo volontario o che siano collocati in quiescenza.
4. Nelle strutture, in cui sia stato accertato un caso di contagio da Covid-19 o vi siano casi sospetti, si dovranno adottare tutte le misure igienico-sanitarie necessarie ad evitare il rischio della diffusione del contagio agli altri ospiti presenti nella struttura e agli O.S.S., che ivi prestino la propria attività lavorativa, limitando gli spostamenti di questi ultimi ai soli casi necessitati.
5. Le Province piemontesi, al fine di coordinare e monitorare l’attuazione del presente Protocollo, istituiscono, d’intesa con la Prefettura territorialmente competente, Cabine di regia in cui siano rappresentati tutti gli attori delle RSA piemontesi: associazioni datoriali, Ordini professionali e Organizzazioni sindacali rappresentanti gli operatori, associazioni di pazienti e familiari maggiormente rappresentative, associazioni di rappresentanza degli Enti locali, nonché un rappresentante degli Enti gestori e dell’ASL di competenza.