Decreto fiscale: sospensione dell’attività per il lavoro irregolare

Al fine di far cessare il pericolo per la tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori, nonché di contrastare il lavoro irregolare, l’Ispettorato nazionale del lavoro adotta un provvedimento di sospensione, quando riscontra che almeno il 10 per cento dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro risulti occupato, al momento dell’accesso ispettivo, senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro nonché, a prescindere dal settore di intervento, in caso di gravi violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza del lavoro.

Il provvedimento di sospensione è adottato in relazione alla parte dell’attività imprenditoriale interessata dalle violazioni o, alternativamente, dell’attività lavorativa prestata dai lavoratori interessati dalle violazioni. Unitamente al provvedimento di sospensione l’Ispettorato può imporre specifiche misure atte a far cessare il pericolo per la sicurezza o per la salute dei lavoratori durante il lavoro.
Per tutto il periodo di sospensione è fatto divieto all’impresa di contrattare con la pubblica amministrazione. A tal fine il provvedimento di sospensione è comunicato all’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), al Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, per gli aspetti di rispettiva competenza al fine dell’adozione da parte del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili del provvedimento interdittivo.
L’Ispettorato nazionale del lavoro adotta i provvedimenti in parola per il tramite del proprio personale ispettivo nell’immediatezza degli accertamenti nonché, su segnalazione di altre amministrazioni, entro sette giorni dal ricevimento del relativo verbale.
I provvedimenti, per le ipotesi di lavoro irregolare, non trovano applicazione nel caso in cui il lavoratore risulti l’unico occupato dall’impresa. In ogni caso di sospensione, gli effetti della stessa possono essere fatti decorrere dalle ore dodici del giorno lavorativo successivo ovvero dalla cessazione dell’attività lavorativa in corso che non può essere interrotta, salvo che non si riscontrino situazioni di pericolo imminente o di grave rischio per la salute dei lavoratori o dei terzi o per la pubblica incolumità.
Limitatamente ai provvedimenti adottati in occasione dell’accertamento delle violazioni in materia di prevenzione incendi, provvede il Comando provinciale dei vigili del fuoco territorialmente competente. Laddove gli organi di vigilanza o le altre amministrazioni pubbliche rilevino possibili violazioni in materia di prevenzione incendi, ne danno segnalazione al competente Comando provinciale dei vigili del fuoco.

E’ condizione per la revoca del provvedimento da parte dell’amministrazione che lo ha adottato:
a) la regolarizzazione dei lavoratori non risultanti dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria anche sotto il profilo degli adempimenti in materia di salute e sicurezza;
b) l’accertamento del ripristino delle regolari condizioni di lavoro nelle ipotesi di violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro;
c) la rimozione delle conseguenze pericolose delle violazioni;
d) nelle ipotesi di lavoro irregolare, il pagamento di una somma aggiuntiva pari a 2.500 euro fino a cinque lavoratori irregolari e pari a 5.000 euro qualora siano impiegati più di cinque lavoratori irregolari;
e) nelle ipotesi di cui all’Allegato I (gravi violazioni), il pagamento di una somma aggiuntiva di importo pari a quanto indicato nello stesso Allegato I con riferimento a ciascuna fattispecie.
Le somme aggiuntive sono raddoppiate nelle ipotesi in cui, nei cinque anni precedenti alla adozione del provvedimento, la medesima impresa sia stata destinataria di un provvedimento di sospensione.
Su istanza di parte, fermo restando il rispetto delle condizioni previste, la revoca è altresì concessa subordinatamente al pagamento del venti per cento della somma aggiuntiva dovuta. L’importo residuo, maggiorato del cinque per cento, è versato entro sei mesi dalla data di presentazione dell’istanza di revoca. In caso di mancato versamento o di versamento parziale dell’importo residuo entro detto termine, il provvedimento di accoglimento dell’istanza di cui al presente comma costituisce titolo esecutivo per l’importo non versato.
Avverso i provvedimenti in questione adottati per l’impiego di lavoratori senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro è ammesso ricorso, entro 30 giorni, all’Ispettorato interregionale del lavoro territorialmente competente, il quale si pronuncia nel termine di 30 giorni dalla notifica del ricorso. Decorso inutilmente tale ultimo termine il ricorso si intende accolto.
Il datore di lavoro che non ottempera al provvedimento di sospensione è punito con l’arresto fino a sei mesi nelle ipotesi di sospensione per le violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro nelle ipotesi di sospensione per lavoro irregolare.

Edilizia Industria Macerata: Accordo per l’erogazione dell’EVR

Firmato il 4/10/2021, tra CONFINDUSTRIA Macerata e le OO.SS. territoriali FENEAL-UIL, FILCA-CISL, FILLEA-CGIL, l’accordo per la determinazione annuale dell’E.V.R. (elemento variabile della retribuzione)

Le Parti territoriali si sono incontrate per la determinazione annuale del valore dell’EVR in attuazione della normativa Contrattuale Nazionale e dell’art. 2 del CIPL Edilizia Industria Provincia di Macerata sottoscritto il 19/12/2018.
Tale Contratto Integrativo prevede che le parti sociali si incontrino entro il mese di giugno di ogni anno, per la determinazione del valore dell’EVR, stabilito nella misura massima del 4% dei minimi di paga base in vigore alla data dell’1/7/2018.

In riferimento all’annualità 2021, nell’incontro del 4 ottobre 2021, è stato verificato che i n. 4 indicatori determinanti l’E.V.R., calcolati secondo le modalità indicate nell’accordo, sono positivi.
Pertanto, a decorrere dall’1/7/2021 e fino al 30/6/2022, le imprese dovranno corrispondere l’EVR in quote mensili al personale in forza, nella misura del 4% dei minimi tabellari in vigore alla data dell’1/7/2018, fatta salva la facoltà per le imprese di applicare l’EVR aziendale.
Le Parti concordano che le quote di EVR relative alle mensilità di luglio e agosto 2021 verranno corrisposte congiuntamente al pagamento della mensilità di novembre 2021, mentre la quota di EVR relativa alla mensilità di settembre 2021 verrà corrisposta congiuntamente al pagamento della mensilità di dicembre 2021.
L’erogazione va effettuata sulle ore lavorabili (a titolo esemplificativo e non esaustivo, sono considerate tali anche le ore di malattia, ferie, permessi, Cig, infortuni, maternità).

Impiegati – Importi mensili EVR

Livelli

Categoria

EVR Importi mensili

VII Quadri e Impiegati di 1.a S 68,83
VI Impiegati di 1.a 61,95
V Impiegati di 2.a 51,62
IV Impiegati di quarto livello 48,18
III Impiegati di 3.a 44,74
II Impiegati di 4.a 40,26
I Impiegati di 4.a – I impiego 34,41

Operai – Importi orari EVR

Livelli – Categoria

EVR Importi orari

Operai di quarto livello 0,28
Operai specializzati 0,26
Operai qualificati 0,23
Operai comuni 0,20
Discontinui Custode 0,18
Discontinui Custode + alloggio 0,16

Per i dipendenti in quarantena Covid-19 è riconosciuta la malattia

Fino al 31 dicembre 2021, ai dipendenti del settore privato sottoposti a quarantena o sorveglianza domiciliare in base alle misure anti Covid-19 è riconosciuto il trattamento economico di malattia. Il Governo ha previsto, inoltre, un indennizzo in favore dei datori di lavoro del settore privato che non versano all’Inps la contribuzione per la malattia. (Art. 8, Decreto Legge 21 ottobre 2021, n. 146)

Per effetto delle modifiche introdotte dal Decreto Legge 21 ottobre 2021, n. 146 (di seguito “Decreto”), fino al 31 dicembre 2021 il periodo trascorso in quarantena Covid-19 con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva dai lavoratori dipendenti del settore privato, è equiparato a malattia ai fini del trattamento economico previsto dalla normativa di riferimento e non è computabile ai fini del periodo di comporto.
La misura riguarda in particolare le seguenti ipotesi:
– quarantena con sorveglianza attiva imposta agli individui che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva;
– obbligo di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva imposta dall’autorità sanitaria competente agli individui che hanno fatto ingresso in Italia da zone a rischio epidemiologico;
– quarantena precauzionale imposta ai soggetti che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva o che entrano nel territorio nazionale da aree ubicate al di fuori del territorio italiano;
– quarantena applicata dal sindaco quale autorità sanitaria locale a persone risultate positive al virus, con divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora.

Il Decreto ha stabilito, inoltre, in relazione ai dipendenti del settore privato sottoposti ad una delle misure di prevenzione della diffusione del Covid-19 equiparate alla malattia, un indennizzo in favore dei datori di lavoro che non versano la contribuzione per la malattia. In particolare, dal 31 gennaio 2020 fino al 31 dicembre 2021 nei casi di quarantena e domiciliazione fiduciaria anti Covid-19 equiparate alla malattia, i datori di lavoro del settore privato con obbligo previdenziale presso le Gestioni dell’INPS hanno diritto a un rimborso forfetario per gli oneri sostenuti relativi ai propri lavoratori dipendenti non aventi diritto all’assicurazione economica di malattia presso l’INPS. Sono esclusi i datori di lavoro domestico.
Per ciascun anno solare, il rimborso è riconosciuto al datore di lavoro una tantum per ogni singolo lavoratore ed è previsto solo nei casi in cui la prestazione lavorativa, durante l’evento, non possa essere svolta in modalità agile.
Il rimborso è erogato dall’INPS, per un importo pari a euro 600,00 per lavoratore, previa presentazione da parte del datore di lavoro di apposita domanda telematica corredata da dichiarazione attestante i periodi tutelati, da trasmettere nelle modalità ed entro i termini che saranno indicati dall’INPS.
Il beneficio è riconosciuto nel limite massimo di spesa complessivo pari a 188,3 milioni di euro per l’anno 2021 dando priorità agli eventi cronologicamente anteriori. L’INPS procede al monitoraggio dei limiti di spesa sulla base delle domande ricevute dai datori di lavoro e, qualora venga raggiunto il limite di spesa, non procede ad ulteriori rimborsi.
Nell’ambito dei controlli a campione sulle dichiarazioni prodotte dai datori di lavoro, l’INPS è autorizzato all’acquisizione e al trattamento dei dati sensibili contenuti nelle certificazioni mediche e nella documentazione sanitaria dei lavoratori interessati.

DL Fiscale: semplificazione della disciplina del patent box

Pubblicato nella G.U. n. 252 del 21 ottobre 2021 il Decreto-legge 21 ottobre 2021, n. 146 recante Misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili. La semplificazione della disciplina del patent box è una delle novità introdotte dal provvedimento.

I soggetti titolari di reddito d’impresa possono optare per l’applicazione delle seguenti disposizioni. L’opzione ha durata per cinque periodi d’imposta ed è irrevocabile e rinnovabile.
Le società e gli enti di ogni tipo compresi i trust, con o senza personalità giuridica, non residenti nel territorio dello Stato, possono esercitare l’opzione a condizione di essere residenti in Paesi con i quali sia in vigore un accordo per evitare la doppia imposizione e con i quali lo scambio di informazioni sia effettivo.
Ai fini delle imposte sui redditi, i costi di ricerca e sviluppo sostenuti dai soggetti sopra indicati in relazione a software protetto da copyright, brevetti industriali, marchi d’impresa, disegni e modelli, nonché processi, formule e informazioni relativi a esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili, che siano dagli stessi soggetti utilizzati direttamente o indirettamente nello svolgimento della propria attività d’impresa, sono maggiorati del 90 per cento. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate saranno definite le modalità di esercizio dell’opzione.
Le disposizioni sopra fornite si applicano a condizione che i soggetti che esercitano l’opzione svolgano le attività di ricerca e sviluppo, anche mediante contratti di ricerca stipulati con società diverse da quelle che direttamente o indirettamente controllano l’impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla l’impresa ovvero con università o enti di ricerca e organismi equiparati, finalizzate alla creazione e allo sviluppo dei beni indicati precedentemente.
L’esercizio dell’opzione rileva anche ai fini della determinazione del valore della produzione netta di cui al decreto Irap n. 446/1997.
I soggetti di cui sopra che intendano beneficiare della maggiore deducibilità dei costi ai fini fiscali possono indicare le informazioni necessarie alla determinazione della predetta maggiorazione in idonea documentazione predisposta secondo quanto previsto da un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate. In caso di rettifica della maggiorazione determinata dai soggetti indicati, da cui derivi una maggiore imposta o una differenza del credito, la sanzione (di cui all’art. 1, co. 2, d. lgs. N. 471/1997), non si applica qualora, nel corso di accessi, ispezioni, verifiche o altra attività istruttoria, il contribuente consegni all’Amministrazione finanziaria la documentazione indicata nel medesimo provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate idonea a consentire il riscontro della corretta maggiorazione. Il contribuente che detiene la documentazione prevista dal provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate ne dà comunicazione all’Amministrazione finanziaria nella dichiarazione relativa al periodo di imposta per il quale beneficia dell’agevolazione. In assenza della comunicazione attestante il possesso della documentazione idonea, in caso di rettifica della maggiorazione, si applica la sanzione di cui all’art. 1, co. 2, d. lgs. N. 471/1997.
Le disposizioni esaminate si applicano alle opzioni esercitate a decorrere dalla data dell’entrata in vigore del presente decreto (22 ottobre 2021).
I soggetti che esercitano l’opzione non possono fruire, per l’intera durata della predetta opzione e in relazione ai medesimi costi, del credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo.
A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono abrogati i commi da 37 a 45 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e l’articolo 4 del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58. I soggetti che abbiano esercitato opzione ai sensi dell’articolo 1, commi da 37 a 45, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, in data antecedente a quella di entrata in vigore del presente decreto possono scegliere, in alternativa al regime opzionato, di aderire al presente regime agevolativo, previa comunicazione da inviarsi secondo le modalità stabilite con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate. Sono esclusi dalla previsione coloro che abbiano presentato istanza di accesso alla procedura di cui all’articolo 31-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, ovvero presentato istanza di rinnovo, e abbiano sottoscritto un accordo preventivo con l’Agenzia delle entrate a conclusione di dette procedure, nonché i soggetti che abbiano aderito al regime di cui all’articolo 4 del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58. I soggetti che abbiano presentato istanza di accesso alla procedura di cui al predetto articolo 31-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, ovvero istanza di rinnovo dei termini dell’accordo già sottoscritto e che non avendo ancora sottoscritto un accordo vogliano aderire al regime agevolativo presente, comunicano, secondo le modalità stabilite con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, la volontà di rinunciare alla procedura di accordo preventivo o di rinnovo della stessa.

Versamento della quota di servizio sindacale de CCNL Legno- Piccola industria

  Entro il 31 ottobre le aziende che applicano il CCNL Legno Confapi, devono versare le quote per il servizio sindacale contrattuale in riferimento a quei lavoratori che non hanno manifestato il loro diniego alla suddetta trattenuta

Con il Verbale di accordo 31/5/2021 è stato previsto che Le aziende dovevano dare comunicazione mediante affissione nell’ultima settimana di giugno 2021 ai lavoratori non iscritti alle OO.SS. stipulanti, che i sindacati medesimi richiedono una quota per il servizio sindacale contrattuale pari ad Euro 35,00 da trattenere sulla retribuzione del mese di settembre 2021.In tal senso, quelli che non intendano versare tale quota, dovevano darne avviso per iscritto agli uffici dell’azienda entro il 31/7/2021.
Pertanto, con la busta paga di settembre, è stata effettuata la trattenuta per la quota di servizio sindacale contrattuale a tutti quei lavoratori che non hanno dato alcuna comunicazione.
La trattenuta non è applicabile nei confronti dei lavoratori non iscritti alle OO.SS. stipulanti che non siano presenti in azienda per qualsiasi motivo (malattia, infortunio, gravidanze e puerperio, aspettativa, cassa integrazione guadagni, ecc..) nel periodo intercorrente tra la comunicazione di cui al primo comma e il 30/9/2021.
Le aziende daranno tempestiva comunicazione ai rappresentanti sindacali FENEAL FILCA FILLEA e, tramite le Associazioni Imprenditoriali, alle OO.SS. FENEAL FILCA FILLEA territoriali, del numero delle trattenute effettuate.
Le quote per il servizio sindacale contrattuale verranno versate dalle aziende sul c/c bancario presso la Banca Popolare di Sondrio (IBAN: IT83F0569603200000012811X17) intestato a Federazione Lavoratori Costruzioni causale: CCNL Legno Arredo Industria, entro il 31/10/2021 specificando nel bonifico bancario la denominazione dell’azienda versante ed il luogo in cui essa svolge la sua attività.

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