Indennità sportivi per il mese di giugno 2020: presentazione delle domande

L’articolo 12 del DL Agosto ha previsto un’indennità per il mese di giugno 2020, pari a 600 euro, in favore di titolari di rapporti di collaborazione presso il CONI, il CIP, le federazioni sportive nazionali e le discipline sportive associate del CONI e del CIP, gli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI o dal CIP, le società e associazioni sportive dilettantistiche. Con DM 27 agosto 2020 si individuano le modalità di presentazione delle relative domande – da presentarsi entro il termine perentorio del 15 settembre 2020 – e si definiscono i criteri di gestione delle risorse stanziate, le forme di monitoraggio della spesa, nonché le modalità di distribuzione delle eventuali risorse residue ad integrazione dell’indennità erogata per il mese di giugno 2020.

Indennità
L’indennità di euro 600, per il mese di giugno 2020, è riconosciuta, nel limite massimo di 90 milioni di euro, in relazione ai rapporti di collaborazione continuativa, già in essere alla data del 23 febbraio 2020, che in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività presso il Comitato Olimpico Nazionale (CONI), il Comitato Italiano Paralimpico (CIP), le federazioni sportive nazionali, le discipline sportive associate, gli enti di promozione sportiva, riconosciuti dal Comitato Olimpico Nazionale (CONI) e dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP), le società e associazioni sportive dilettantistiche, di cui all’articolo 67, comma 1, lettera m), DPR 22 dicembre 1986, n. 917, che soddisfino i seguenti requisiti:
– le società e associazioni sportive dilettantistiche devono essere iscritte, alla data di entrata in vigore del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, nel Registro delle associazioni e società sportive dilettantistiche tenuto dal CONI;
– gli altri organismi sportivi devono comunque essere riconosciuti, ai fini sportivi, dal CONI e dal CIP.
L’indennità non concorre alla formazione del reddito ai sensi del DPR 22 dicembre 1986, n. 917, e non è riconosciuta ai percettori di altro reddito da lavoro e del reddito di cittadinanza, del reddito di emergenza, e delle prestazioni di cui agli articoli 19, 20, 21, 22, 27, 28, 29, 30, 38 e 44 del decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, così come prorogate e integrate dagli articoli 68, 69, 70, 71, 78, 84 e 85 del citato decreto-legge n. 34 del 2020.
Si considerano reddito da lavoro che escludeno il diritto a percepire l’indennità anche i redditi da lavoro autonomo di cui all’articolo 53, DPR n. 917/1986, i redditi da lavoro dipendente e assimilati di cui agli articoli 49 e 50, DPR n. 917/1986, nonché le pensioni di ogni genere e gli assegni ad esse equiparati con esclusione dell’assegno ordinario di invalidità di cui alla L. n. 222/1984.

Erogazione automatica
Ai soggetti già beneficiari dell’indennità in commento ex art. 96 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, o ex art. 98 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, la medesima indennità pari a 600 euro è erogata, senza necessità di ulteriore domanda, anche per il mese di giugno 2020, entro 10 giorni dall’entrata in vigore del decreto.

Presentazione delle nuove domande
Al di fuori di tali casi, gli aventi diritto possono chiedere l’erogazione dell’indennità da parte di Sport e Salute s.p.a. presentando a quest’ultima la relativa domanda attraverso apposita piattaforma informatica, entro il termine perentorio del 15 settembre 2020. La domanda contiene i seguenti elementi essenziali:
a) dati anagrafici;
b) dati relativi alla collaborazione sportiva;
c) codice IBAN dell’avente diritto o del genitore per i collaboratori minorenni;
d) assenso al trattamento dati personali in conformità alla normativa vigente e secondo l’apposita informativa pubblicata nella piattaforma informatica;
e) dichiarazione rilasciata ai sensi del DPR n. 445/2000, sotto la propria responsabilità, relativa alla preesistenza del rapporto di collaborazione alla data del 23 febbraio 2020, alla sussistenza dei requisiti prescritti dal decreto in merito alla riduzione, cessazione o sospensione del lavoro come conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, al non percepimento di altro reddito da lavoro per il mese giugno 2020, nonché di non essere già percettore del reddito di cittadinanza, del reddito di emergenza, delle prestazioni di cui agli articoli 19, 20, 21, 22, 27, 28, 29, 30, 38 e 44 del DL 17 marzo 2020 n. 18, convertito, con modificazioni, dalla L. 24 aprile 2020, n. 27, così come prorogate e integrate dagli articoli 68, 69, 70, 71, 78, 84 e 85 del DL 19 maggio 2020, n. 34.
Sarà inoltre necessario allegare alla domanda i seguenti documenti: copia fronte retro di un documento di riconoscimento valido dell’avente diritto; copia del contratto di collaborazione o della lettera di incarico, ovvero attestazione dell’organismo sportivo committente da cui risultino gli elementi di cui alle lettere a), b) e e) sorpa illustrate; e solo nel caso di assenza dei documenti di cui alla lettera b), prova dell’avvenuto pagamento nel mese di febbraio 2020.

Piattaforma informatica
Sport e Salute s.p.a., al fine di adempiere agli obblighi previsti, rende operativa una piattaforma informatica per fornire agli interessati informazioni circa le modalità di presentazione della domanda e per svolgere gli adempimenti a tal fine necessari. La piattaforma consente agli utenti di procedere, previo accreditamento alla stessa, alla presentazione formale della domanda e dei documenti di cui sopra.
Ai fini della realizzazione della piattaforma informatica, Sport e Salute s.p.a., previa intesa con il CONI, acquisisce i dati presenti nel registro di cui all’art. 7, co. 2, del DL 28 maggio 2004, n. 136, nonché l’elenco degli altri organismi sportivi comunque riconosciuti, a fini sportivi, dal CONI e dal CIP. I dati raccolti nella piattaforma di Sport e Salute s.p.a. sono trattati, nel rispetto delle garanzie di riservatezza previste dalla legge.

Istruttoria, controllo e monitoraggio
Sport e Salute s.p.a., ricevute e acquisite le domande, le istruisce secondo l’ordine cronologico di presentazione, assicurato dal rilascio attraverso la piattaforma informatica di una notifica di avvenuta ricezione della stessa. Verifica la completezza della domanda e della documentazione allegata ed effettua idonei controlli, a campione e in tutti i casi in cui sorgono fondati dubbi, sulla veridicità della documentazione e delle dichiarazioni sostitutive fomite.
I controlli a campione possono essere svolti, anche in loco, presso gli enti avvalendosi delle proprie strutture territoriali, al fine di verificare la veridicità delle dichiarazioni.
Le domande di indennità, se complete di tutta la documentazione richiesta, sono approvate in ordine cronologico di ricevimento.
Entro quindici giorni dalla ricezione della domanda o dalla successiva data di integrazione dei documenti, Sport e Salute s.p.a. eroga l’indennità direttamente all’avente diritto, esclusivamente tramite bonifico bancario sul codice IBAN indicato nella domanda, sino a concorrenza dell’importo residuo rispetto al limite di spesa complessivo individuato.
Sport e Salute s.p.a. provvede, infine, al monitoraggio del rispetto del limite di spesa e comunica, con cadenza settimanale, i risultati di tale attività al Ministro per le politiche giovanili e lo sport e al Ministero dell’economia e delle finanze. Laddove emerga che siano in procinto di verificarsi scostamenti rispetto al predetto limite di spesa, non saranno prese in considerazione ulteriori domande, dandone comunicazione ai predetti Ministeri.

Gestione risorse
Eventuali risorse residue sono utilizzate per elevare l’importo dell’indennità riconosciuta per il mese di giugno 2020, sino ad un importo massimo complessivo di 1.000 euro pro-capite, con riferimento ai soli richiedenti che nell’anno 2019 abbiano percepito compensi superiori complessivamente a 10.000 euro annui. Sport e Salute s.p.a. provvede al monitoraggio del riconoscimento dell’eventuale integrazione e comunica, con cadenza settimanale, i risultati di tale attività al Ministro per le politiche giovanili e lo sport e al Ministero dell’economia e delle finanze.

Sottoscritto il nuovo CCNL per i lavoratori domestici

 

 

Firmato il rinnovo del CCNL sulla disciplina del rapporto di lavoro domestico

Il contratto decorre dal 1° ottobre 2020 e scadrà il 31 dicembre 2022 e si applica agli assistenti familiari (colf, badanti, babysitter ed altri profili professionali di cui al presente CCNL.
Le Parti Sociali concordano l’aggiornamento degli attuali minimi retributivi con decorrenza dal 1/1/2021

Tabella A

Livelli

Lavoratori conviventi

Art. 14 – 1° co., lettera a)

Valori mensili

Indennità

A 645,50  
AS 762,88  
B 821,56  
BS 880,24  
C 938,94  
CS 997,61  
D 1.173,65 173,55
DS 1.232,33 173,55

Tabella B

Livelli

Lavoratori di cui art. 14 2° Co.

Valori mensili

B 586,83
BS 616,18
C 680,71

Tabella C

Livelli

Lavoratori non conviventi

Art. 14 – 1° Co., lettera b)

Valori orari

A 4,69
AS 5,53
B 5,86
BS 6,22
C 6,57
CS 6,93
D 7,99
DS 8,33

Tabella D

Livelli

Assistenza notturna

Valori mensili

Autosufficienti

Non autosufficienti

BS 1012,27  
CS   1.147,24
DS   1.417,21

Tabella E

Presenza notturna

(valori mensili)

Liv. Unico 677,78

Tabella G

Lavoratori di cui all’art. 14 – 9° comma

Livello

Valori orari

CS 7,45
DS 8,98

Indennità

Indennità

(valori giornalieri)

Pranzo e/o colazione 1,96
Cena 1,96
Alloggio 1,69
Totale indennità Vitto e alloggio 5,61

 

Con il nuovo CCNL vengono fissate anche le seguenti indennità a decorrere dall’1/10/2020:

a) Sino al compimento del sesto anno di età di ciascun bambino assistito, l’assistente familiare inquadrata nel profilo B Super), lett. b) (baby sitter) avrà diritto a percepire, oltre al minimo retributivo di cui all’art. 35, anche l’indennità mensile di cui alla successiva Tabella H). Tale indennità è assorbibile da eventuali superminimi individuali di miglior favore percepiti dal lavoratore.

Livello

Indennità art. 34 – 3° comma

Valori mensili Valori orari
BS 115,76 0,70

b) Al lavoratore inquadrato nel livello C Super) o D Super) addetto all’assistenza di più di una persona non autosufficiente, è altresì dovuta l’indennità mensile nella misura di cui alla Tabella I). Tale indennità è assorbibile da eventuali superminimi individuali di miglior favore percepiti dal lavoratore.

Livello

Indennità art. 34 – 4° comma

Valori mensili Valori orari
CS 100,00 0,43
DS 100,00 0,43

 

Inoltre, decorsi 12 mesi dalla data di decorrenza del presente CCNL, al lavoratore inquadrato nei livelli B), B super), C super) e D super) in possesso della certificazione di qualità di cui alla norma tecnica UNI 11766:2019 in corso di validità, è dovuta l’indennità mensile di cui alla Tabella L). Tale indennità è assorbibile da eventuali trattamenti retributivi di miglior favore complessivamente percepiti dal lavoratore.

Per i lavoratori conviventi inquadrati nel profilo D super) tale indennità è assorbita da quella di funzione di cui alla Tabella A).

Livello

Indennità art. 34 – 7° comma

Valori mensili Valori orari
B 8,00 0,03
BS 10,00 0,04
CS 10,00 0,04

Contratto a termine
Il termine del contratto a tempo determinato può essere, con il consenso del lavoratore, prorogato solo quando la durata iniziale del contratto sia inferiore a 24 mesi. In questi casi si possono effettuare fino a quattro proroghe a condizione che sia richiesta da ragioni oggettive e si riferisca alla stessa attività lavorativa per la quale il contratto è stato stipulato a tempo determinato; la durata complessiva del rapporto a termine non potrà essere comunque superiore, compresa la eventuale proroga, ai 24 mesi. Nei contratti a tempo determinato di durata superiore ai 12 mesi è necessario l’inserimento della causale.

Discontinue prestazioni notturne di cura alla persona
Ai soli fini dell’assolvimento dell’obbligo contributivo, l’orario convenzionale di lavoro è pari ad otto ore giornaliere.

Prestazioni esclusivamente d’attesa
Ai soli fini dell’assolvimento dell’obbligo contributivo l’orario convenzionale di lavoro è pari a cinque ore giornaliere, oltre alle prestazioni eventualmente retribuite

Periodo di prova
I lavoratori inquadrati nei livelli D) e D super) ed i lavoratori operanti in regime di convivenza indipendentemente dal livello di inquadramento, sono soggetti ad un periodo di prova regolarmente retribuito di 30 giorni di lavoro effettivo. Per i restanti rapporti di lavoro, il periodo di prova è di 8 giorni di lavoro effettivo.

 

Orario di lavoro
L’eventuale patologia contratta dal lavoratore durante il periodo feriale che determini il ricovero ospedaliero, laddove debitamente certificata, interrompe il godimento delle ferie per l’intera sua durata.

Ferie
I lavoratori hanno diritto a permessi individuali retribuiti per l’effettuazione di visite mediche documentate, per le incombenze legate al rinnovo del permesso di soggiorno e per le pratiche di ricongiungimento familiare, purché coincidenti anche parzialmente con l’orario di lavoro.

Permessi
I lavoratori hanno diritto a permessi individuali retribuiti per l’effettuazione di visite mediche documentate, per le incombenze legate al rinnovo del permesso di soggiorno e per le pratiche di ricongiungimento familiare, purché coincidenti anche parzialmente con l’orario di lavoro

Permessi per formazione professionale
I lavoratori a tempo pieno e indeterminato, con anzianità di servizio presso il datore di lavoro di almeno 6 mesi, possono usufruire di un monte ore annuo di 40 ore di permesso retribuito per la frequenza di corsi di formazione professionale specifici per collaboratori o assistenti familiari. Fermi i requisiti sopra indicati, per la frequenza di corsi di formazione finanziati o comunque riconosciuti dall’Ente bilaterale Ebincolf di cui all’ art. 48, il monte ore annuo dei permessi retribuiti ammonta a 64 ore.

 

Congedo per le donne vittime di violenza di genere
Ai sensi e per gli effetti dell’art. 24 D.Lgs. 80/2015 e successive modificazioni ed integrazioni la lavoratrice inserita nei percorsi di protezione relativi alla violenza di genere, debitamente certificati dai servizi sociali del Comune di residenza o dai centri antiviolenza o dalle case rifugio, ha il diritto di astenersi dal lavoro per motivi connessi al percorso di protezione per un periodo massimo di tre mesi.  Il periodo di congedo è computato ai fini dell’anzianità di servizio a tutti gli effetti, nonché ai fini della maturazione delle ferie, della tredicesima mensilità e del trattamento di fine rapporto.

Risoluzione del rapporto di lavoro
I familiari coabitanti, i coniugi, le persone unite da unione civile o da stabile convivenza di fatto ai sensi della L. n. 76/2016 e successive modificazioni ed integrazioni, il cui stato familiare sia certificato da registrazione storico anagrafica, sono obbligati in solido per i crediti di lavoro maturati dal prestatore di lavoro. In ogni caso il soggetto obbligato in solido risponde solo entro i limiti della durata temporale risultante dalla suddetta registrazione storico anagrafica

Contributi di assistenza contrattuale
Le Organizzazioni e Associazioni stipulanti procederanno alla riscossione di contributi di assistenza contrattuale obbligatori. Sono tenuti al loro versamento tanto i datori di lavoro che i rispettivi dipendenti, nella misura oraria di euro 0,06 dei quali 0,02 a carico del lavoratore

Commissioni territoriali di conciliazione
Il lavoratore deve essere assistito dal rappresentante di una Organizzazione sindacale dei lavoratori firmataria del presente contratto. In caso di assenza del rappresentante di un’Associazione datoriale, nel verbale di conciliazione deve essere esplicitato che il datore di lavoro è stato informato della possibilità di essere assistito da un’Associazione datoriale e che vi abbia espressamente rinunciato.

Riduzione contributiva per i contratti di solidarietà difensiva: le istruzioni Inps per il conguaglio

Le indicazioni per la fruizione della riduzione contributiva connessa alla stipula di contratti di solidarietà difensiva, accompagnati da CIGS, in favore delle imprese destinatarie dei decreti direttoriali di autorizzazione, i cui periodi di CIGS per solidarietà risultino conclusi entro il 31 ottobre 2019 (Inps, circolare n. 100/2020)

Come noto, in favore dei datori di lavoro che stipulino contratti di solidarietà difensivi accompagnati da CIGS, è prevista una riduzione contributiva del 35% per ogni lavoratore interessato dalla riduzione dell’orario di lavoro in misura superiore al 20% (art. 6, co. 4, D.L. n. 510/1996).
Lo sgravio è riconosciuto per la durata del contratto di solidarietà e, comunque, per un periodo non superiore a 24 mesi nel quinquennio mobile. La misura della riduzione contributiva è pari al 35% della contribuzione a carico del datore di lavoro, dovuta sulle retribuzioni corrisposte ai lavoratori interessati dalla contrazione dell’orario di lavoro in misura superiore al 20%.
Per l’anno 2019, destinatarie del beneficio sono le imprese che al 30 novembre 2019 abbiano stipulato un contratto di solidarietà difensiva, ai sensi D.L. n. 726/1984 o del D.Lgs. n. 148/2015, nonché le imprese che abbiano avuto un contratto di solidarietà in corso nel secondo semestre dell’anno precedente.
Orbene, completata l’istruttoria delle istanze, la Direzione generale degli Ammortizzatori sociali e della formazione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha adottato i provvedimenti di ammissione alla riduzione contributiva.
Le aziende destinatarie, i cui periodi di CIGS per solidarietà risultino conclusi entro il 31 ottobre 2019, sono autorizzate ad usufruire delle riduzioni contributive mediante conguaglio. Le altre aziende, ancorché già destinatarie dei decreti di ammissione, saranno autorizzate con successiva comunicazione da parte dell’Inps.
In ogni caso, gli importi contenuti nei decreti direttoriali e comunicati alle imprese interessate, costituiscono la misura massima dell’agevolazione fruibile, per cui possono essere conguagliate solo le somme effettivamente spettanti come quantificate dall’Inps, con riferimento a periodi per i quali siano state inviate ed elaborate le denunce Uniemens, recanti le informazioni sulla retribuzione imponibile, sulla contribuzione obbligatoria versata e sulle prestazioni di Cigs conguagliate, per i lavoratori interessati dalla riduzione dell’orario di lavoro concordata nei contratti di solidarietà.
Il beneficio della riduzione contributiva è rapportato a ciascun periodo di paga ricompreso nell’arco temporale di autorizzazione alla fruizione del beneficio stesso, ed è applicabile nel periodo cui si riferisce la denuncia contributiva, in relazione all’orario di lavoro effettuato da ogni lavoratore. Conseguentemente, per ogni mese i datori di lavoro hanno diritto alla riduzione del 35% sulla parte dei contributi a loro carico per ogni lavoratore che, in detto mese, abbia un orario ridotto in misura superiore al 20% rispetto a quello contrattuale. Non sono soggette alla riduzione le seguenti forme di contribuzione:
– il contributo addizionale NASpI (art. 25, co. 4, L. n. 845/1978), in misura pari allo 0,30% della retribuzione imponibile;
– il contributo di solidarietà sui versamenti destinati alla previdenza complementare e/o ai fondi di assistenza sanitaria (L. n. 166/1991);
– il contributo di solidarietà per i lavoratori dello spettacolo (art. 1, commi 8 e 14, D.Lgs. n. 182/1997);
– il contributo per la garanzia sul finanziamento della Qu.I.R. (art. 1, co. 29, L. n. 190/2014), laddove vi siano periodi di paga ante luglio 2018.
I lavoratori per i quali l’impresa fruisce del beneficio (art. 6, co. 4, D.L. n. 510/1996), non devono essere destinatari di altre agevolazioni contributive. L’applicazione del beneficio in parola, inoltre, rimane subordinata al rispetto delle condizioni in materia di regolarità contributiva e di rispetto della parte economica degli accordi e contratti collettivi (art. 1, co. 1175, L. n. 296/2006).
La procedura per il conseguimento della riduzione contributiva deve essere attivata ad iniziativa del datore di lavoro. La Struttura competente, accertata sulla base della documentazione prodotta dall’azienda (decreto direttoriale di ammissione al beneficio) la sussistenza dei presupposti, provvede ad attribuire alla posizione aziendale il codice di autorizzazione “1W”.
Le aziende interessate, per esporre nel flusso Uniemens le quote di sgravio spettanti per il periodo autorizzato, valorizzano all’interno di <DenunciaAziendale>, <AltrePartiteACredito>, i seguenti elementi:
– nell’elemento<CausaleACredito>, il codice causale “L982”;
– nell’elemento <ImportoACredito>, il relativo importo.
Le predette operazioni di conguaglio vanno effettuate entro il giorno 16 dicembre 2020. Le aziende che hanno diritto al beneficio e che hanno sospeso o cessato l’attività, ai fini della fruizione dello sgravio spettante, devono avvalersi della procedura delle regolarizzazioni contributive (Uniemens/vig).

Prestazioni pensionistiche integrative ai fini Irpef

09 SETT 2020 Trattamento fiscale ai fini IRPEF delle prestazioni pensionistiche integrative in forma periodica riferite a fondi interni di previdenza istituiti presso gli enti di cui alla legge 20 marzo 1975, n. 70. (AGENZIA DELLE ENTRATE – Risoluzione 09 settembre 2020, n. 51/E)

Alle prestazioni integrative erogate in forma di rendita periodica nei confronti degli ex dipendenti dell’Ente trova applicazione la disciplina prevista in ragione del periodo di maturazione dei relativi montanti e, cioè, quella applicabile fino al 31 dicembre 2000.
Nell’interpello l’Ente istante, nella propria qualità di sostituto d’imposta, ha chiesto chiarimenti in merito al trattamento fiscale da riservare alle prestazioni pensionistiche integrative riferibili al Fondo interno di previdenza istituito presso il medesimo Ente, che ha trovato applicazione nei confronti dei dipendenti di quest’ultimo assunti dopo l’8 marzo 1956 e fino al 3 aprile 1975, data di entrata in vigore della legge di riforma del comparto del parastato, legge 20 marzo 1975, n. 70.
Detto Fondo, regolamentato dal decreto ministeriale 30 maggio 1969, è stato soppresso a decorrere dal 1° ottobre 1999, con cessazione di ogni forma di contribuzione.
Per il Fisco, le prestazioni pensionistiche erogate in forma di trattamento periodico dalle forme di previdenza complementare sono imponibili, ai fini dell’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (IRPEF), in misura corrispondente all’87,50 per cento del loro ammontare.
Le prestazioni riferibili a montanti maturati entro il 31 dicembre 2000, erogate dalle forme pensionistiche integrative costituite presso gli enti di cui alla legge n. 70 del 1975, fra i quali è ricompreso anche l’Istante, possono fruire del regime di tassazione sulla base imponibile ridotta.
L’Istante, adeguandosi alle seguenti istruzioni, ha assoggettato a IRPEF l’87,50 per cento dell’ammontare dei trattamenti pensionistici integrativi, riconducibili ai montanti maturati entro il 31 dicembre 2000, sebbene la cessazione del rapporto di lavoro sia intervenuta successivamente a tale data.
A seguito dell’entrata in vigore dell’articolo 1, comma 156, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio 2018), molti ex dipendenti dell’Ente, titolari dei trattamenti pensionistici integrativi in argomento, hanno richiesto l’applicazione sui predetti trattamenti dell’aliquota del 15 per cento di cui all’articolo 11 del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n 252 – degradabile fino al 9 per cento in funzione dell’anzianità di iscrizione al fondo – in luogo della tassazione progressiva per scaglioni di reddito applicata dall’Istante sulla base imponibile ridotta all’87,50 per cento.
Il predetto articolo 1, comma 156, della legge di bilancio 2018 ha previsto, in buona sostanza, che, a decorrere dal 1° gennaio 2018, la disciplina fiscale di premi, contributi e prestazioni di previdenza complementare di cui al citato d.lgs. n. 252 del 2005 è estesa anche ai dipendenti pubblici, precedentemente esclusi ai sensi dell’articolo 23, comma 6, del medesimo d.lgs. n. 252 del 2005.
L’Istante ritiene corretto continuare ad applicare le ritenute ordinarie sulla base imponibile dell’87,50 per cento delle prestazioni pensionistiche integrative, in quanto il citato articolo 1, comma 156, della legge di bilancio 2018 riconosce l’applicabilità del regime fiscale di cui al d.lgs. n. 252 del 2005, a decorrere dal 1° gennaio 2018, in favore dei dipendenti pubblici che, alla data di entrata in vigore della medesima legge di bilancio, risultino iscritti a forme pensionistiche complementari.
Nella fattispecie rappresentata, risultando il fondo in questione soppresso al 1° ottobre 1999, con contestuale cessazione di ogni forma di contribuzione, non ricorre la predetta condizione, motivo per cui alle prestazioni pensionistiche integrative erogate dal fondo medesimo continuano ad applicarsi le previgenti disposizioni, come, peraltro, espressamente previsto dal comma 156 dell’articolo 1 della legge di bilancio 2018.
Il Fisco, a riguardo, ritiene corretta la soluzione interpretativa proposta dall’Istante medesimo.

Nuovi minimi nel settore elettrico

Da settembre spetta un aumento retributivo ai lavoratori addetti al settore elettrico.

Con un accordo di rinnovo siglato lo scorso anno tra ELETTRICITA’ FUTURA, UTILITALIA, ENEL SpA, GSE SpA, TERNA SpA, ENERGIA LIBERA e la FILCTEM-CGIL, la FLAEI-CISL, la UILTEC-UIL, è stato previsto un aumento retributivo a favore dei lavoratori addetti al settore elettrico.

Qualificati

Livello Minimo
Quadro Super 3.619,95
Quadro 3.248,42
AS Super 2.867,25
AS 2.683,65
A1 Super 2.570,81
A1 2.452,99
BS Super 2.335,94
BS 2.236,36
B1 Super 2.130,98
B1 2.035,28
B2 Super 1.900,75
B2 1.768,60
CS 1.568,13
C1 1.419,24
C2 1.307,90

 

Apprendisti Professionalizzanti dall’1/1/2013

Livello Da mese A mese Minimo
CS 1 23 1.419,24
24 36 1.568,13
 A1 1 12 1.962,39
13 24 2.207,69
B1 1 12 1.628,22
13 24 1.729,99
25 36 1.831,75
CS 1 12 1.254,50
13 24 1.332,91
25 36 1.411,32

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