Contratti pubblici ed edilizia: approvata la legge di conversione del DL semplificazione

La Camera ha votato la questione di fiducia posta dal Governo sull’approvazione, senza emendamenti, subemendamenti ed articoli aggiuntivi, dell’articolo unico del disegno di legge, già approvato dal Senato di conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge recante misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale.

Relativamente ai contratti pubblici, si introduce in via transitoria, fino al 31.12.2021, una nuova disciplina degli affidamenti di lavori, servizi e forniture. Si prevedono due modalità di affidamento dei contratti pubblici 1) affidamento diretto per lavori di importo inferiore a 150.000 euro e per servizi e forniture, compresi i servizi di ingegneria e architettura e l’attività di progettazione, di importo inferiore a 75.000 euro; 2) una procedura negoziata per l’affidamento di servizi e forniture, compresi i servizi di ingegneria e architettura e l’attività di progettazione, di importo pari o superiore a 75.000 euro. Le stazioni appaltanti danno evidenza dell’avvio delle procedure negoziate tramite pubblicazione di un avviso nei rispettivi siti internetistituzionali.
In tema di aggiudicazione dei contratti pubblici sopra soglia di rilevanza comunitaria, si prevede una disciplina transitoria, con efficacia limitata alle procedure avviate fino al 31 dicembre 2021. In questi casi, salve le ipotesi in cui la procedura sia sospesa per effetto di provvedimenti dell’autorità giudiziaria, l’aggiudicazione o l’individuazione definitiva del contraente avviene entro il termine di sei mesi dalla data di adozione dell’atto di avvio del procedimento. Il mancato rispetto dei termini di cui al periodo precedente, la mancata tempestiva stipulazione del contratto e il tardivo avvio dell’esecuzione dello stesso possono essere valutati ai fini della responsabilità del responsabile unico del procedimento per danno erariale e, qualora imputabili all’operatore economico, costituiscono causa di esclusione dell’operatore dalla procedura o di risoluzione del contratto per inadempimento che viene senza indugio dichiarata dalla stazione appaltante e opera di diritto.
In relazione ai contratti dei servizi di pulizia o di lavanderia in ambito sanitario o ospedaliero, in corso di esecuzione alla data del 31 gennaio 2020 ed ancora efficaci alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, le stazioni appaltanti possono procedere alla risoluzione degli stessi, nel caso in cui dall’adeguamento alle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 derivi un incremento di prezzo superiore al 20 per cento del valore del contratto iniziale. La risoluzione del contratto di appalto è dichiarata dalla stazione appaltante entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del DL semplificazione.
Fino al 31 dicembre 2021, la sospensione, volontaria o coattiva, dell’esecuzione di lavori diretti alla realizzazione delle opere pubbliche di importo pari o superiore alle soglie previste, anche se già iniziati, può avvenire, esclusivamente, per il tempo strettamente necessario al loro superamento, per le seguenti ragioni: cause previste da disposizioni di legge penale, dal codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché da vincoli inderogabili derivanti dall’appartenenza all’Unione europea; gravi ragioni di ordine pubblico, salute pubblica o dei soggetti coinvolti nella realizzazione delle opere, ivi incluse le misure adottate per contrastare l’emergenza sanitaria globale da COVID-19; gravi ragioni di ordine tecnico, idonee a incidere sulla realizzazione a regola d’arte dell’opera, in relazione alle modalità di superamento delle quali non vi è accordo tra le parti; gravi ragioni di pubblico interesse.
In ambito edilizio, in ogni caso di intervento che preveda la demolizione e ricostruzione di edifici, anche qualora le dimensioni del lotto di pertinenza non consentano la modifica dell’area di sedime ai fini del rispetto delle distanze minime tra gli edifici e dai confini, la ricostruzione è comunque consentita nei limiti delle distanze legittimamente preesistenti. Gli incentivi volumetrici eventualmente riconosciuti per l’intervento possono essere realizzati anche con ampliamenti fuori sagoma e con il superamento dell’altezza massima dell’edificio demolito, sempre nei limiti delle distanze legittimamente preesistenti.

Rimini: legalità e sviluppo del settore ricettivo-alberghiero

Siglato il 7/9/2020 il protocollo per la legalità e lo sviluppo del settore ricettivo-alberghiero di Rimini.

II presente protocollo impegna le Parti contraenti per un periodo di due anni dalla data della sua sottoscrizione ed è soggetto a tacito rinnovo per un analogo periodo, previo esame congiunto dei risultati ottenuti e delle criticità emerse e salvo diversa espressa manifestazione di volontà delle parti.
Esso è aperto ad altri Enti locali, Enti/Uffici pubblici, Associazioni di categoria interessati che potranno aderirvi mediante sottoscrizione di apposito addendum in qualsiasi momento successivo per tutta la durata di validità del Protocollo.
Gli enti e le istituzioni che aderiscono al presente Protocollo, d’intesa con le associazioni di categoria di settore, si impegnano a perseguire politiche improntate ai seguenti obiettivi:
– Politiche urbanistico-edilizie antidegrado, intese a una riqualificazione delle strutture fatiscenti, previa specifica mappatura, nell’ottica del mantenimento della destinazione turistica all’adeguamento del patrimonio immobiliare ricettivo a precisi standard qualitativi, nonché mediante il conseguimento della conformità delle strutture interessate alla normativa antisismica, di sicurezza, antincendio e di miglioramento energetico.
– Rafforzamento della competitività del settore turistico mediante percorsi di innovazione di prodotto.
– Politiche anti rendita speculativa mediante incentivazione delle acquisizioni delle strutture ricettive in proprietà, per ovviare ai rischi connessi all’attuale e assai diffuso sistema degli affitti, atteso che la notevole aliquota di strutture ricettive in affitto tende a disincentivare l’adozione di azioni di riqualificazioni edilizia e di innovazione tecnologica da parte degli imprenditori con conseguente rischio di gestioni con profili di illegalità, superficiali e/o meramente speculative.
– Costituzione di gruppi organizzati di albergatori sotto forma di consorzi, cooperative ecc, al fine di sviluppare azioni promozionali per l’accesso al credito agevolato e garantito, di favorire la formazione imprenditoriale.
– Promozione dei modelli di sviluppo imperniati sulla auto imprenditorialità e sull’autoimpiego dei giovani e/o dei lavoratori dipendenti attivi del settore mediante percorsi di istruzione e formazione professionale: la Camera di Commercio della Romagna Forlì-Cesena e Rimini può, autonomamente o in partnership con altri soggetti pubblici o privati del territorio, in primis le associazioni di categoria, realizzare iniziative di informazione e orientamento al lavoro e alle professioni, promuovere la creazione e lo sviluppo di impresa, organizzare e realizzare incontri di gruppo e colloqui individuali di prima focalizzazione dell’area di impresa attraverso i propri sportelli “‘Genesi”;
– Coinvolgimento anche dei rappresentanti degli operatori anche del settore extralberghiero che si avvalgono delle procedure di prenotazione on line.
– Politiche incentrate sulla diffusione della cultura della legalità, mediante.

Infortunio in itinere, la fruizione di un permesso non interrompe il nesso di causalità

Fermo restando l’insussistenza del c.d. “rischio elettivo”, il lavoratore che abbia subìto un evento infortunistico a causa di un incidente stradale mentri torni da casa sul luogo di lavoro, dopo aver ottenuto un permesso per motivi personali, ha diritto al riconoscimento delle relative prestazioni indennitarie Inail, non potendosi affermare che la fruizione di tale permesso per motivi personali interrompa il nesso di causalità tra l’infortunio e l’attività lavorativa e, quindi, escluda l’indennizzabilità dell’evento (Corte di Cassazione, ordinanza 08 settembre 2020, n. 18659).

Una Corte d’appello territoriale, in riforma della pronuncia di primo grado, aveva rigettato la domanda volta ad ottenere le prestazioni indennitarie Inail per i superstiti, proposta dalla vedova e dalle figlie di un lavoratore, deceduto a causa di un sinistro stradale mentre, al termine di un permesso ottenuto per motivi personali, tornava da casa sul luogo di lavoro.
Avverso tale pronuncia, i suddetti eredi proponevano ricorso per Cassazione, deducendo che la Corte di merito avesse erroneamente ritenuto che la fruizione di un permesso per motivi personali escludesse il nesso di causalità tra l’infortunio e l’attività lavorativa, ancorché nel caso di specie il permesso fosse stato richiesto e ottenuto per esigenze familiari.
Per la Suprema Corte il ricorso è infondato.
Al riguardo, infatti, l’assicurazione Inail comprende gli infortuni occorsi alle persone assicurate durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro, salvo il caso di interruzione o deviazione del tutto indipendenti dal lavoro o, comunque, non necessitate, intese come non dovute a cause di forza maggiore, ad esigenze essenziali ed improrogabili o all’adempimento di obblighi penalmente rilevanti. L’assicurazione opera anche nel caso di utilizzo del mezzo di trasporto privato, purché necessitato. Restano, invece, esclusi gli infortuni direttamente cagionati dall’abuso di alcolici e di psicofarmaci o dall’uso non terapeutico di stupefacenti ed allucinogeni, nonché quelli avvenuti nell’ipotesi che II conducente sia sprovvisto della prescritta abilitazione di guida (art. 2, co. 3, D.P.R. n. 1124/1965).
In altri termini, la tutela assicurativa è ampliata a qualsiasi infortunio verificatosi lungo il percorso da casa al luogo di lavoro, escludendo qualsiasi rilevanza all’entità del rischio o alla tipologia della specifica attività lavorativa cui l’infortunato sia addetto e tutelando piuttosto il rischio generico, connesso al compimento del c.d. percorso normale tra abitazione e luogo di lavoro. Di contro, il c.d. rischio elettivo resta confinato a tutto ciò che sia dovuto ad una scelta arbitraria del lavoratore, il quale crei ed affronti volutamente, in base a ragioni o ad impulsi personali, una situazione diversa da quella legata al c.d. percorso normale, ponendo così in essere una condotta interattiva di ogni nesso tra lavoro- rischio ed evento (Corte di Cassazione, sentenza n. 7313/2016).
Ciò posto, non è condivisibile l’affermazione contenuta nella sentenza impugnata secondo cui la fruizione di un permesso di lavoro per motivi personali interromperebbe “ex se” il nesso rispetto all’attività lavorativa, con conseguente non indennizzabilità dell’evento infortunistico verificatosi nel percorso normale per rientrare al lavoro. Il permesso, infatti, costituisce una fattispecie di sospensione dell’attività lavorativa nell’interesse del lavoratore che, ontologicamente, non è differente dalle pause o dai riposi, differenziandosi da questi ultimi soltanto per il suo carattere occasionale ed eventuale a fronte dei connotati di periodicità e prevedibilità tipico degli altri.
Oltretutto, non è possibile logicamente sostenere che il lavoratore che si allontani dall’azienda e/o vi faccia ritorno in relazione alla necessità di fruire del riposo giornaliero, non sia tutelato “durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro”, considerato il tenore della disposizione normativa di cui all’art. 2, co. 3, del D.P.R. n. 1124/1965 e l’assenza di contrari argomenti desumibili dalla giurisprudenza di legittimità.

Edilizia Artigianato Trento: Accordo sull’E.V.R.

Firmato il giorno 11/8/2020, tra l’Associazione Artigiani Trentino e Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil del Trentino, l’accordo per l’attuazione dell’Elemento Variabile della Retribuzione E.V.R. – 2020

 

Determinazione E.V.R.
L’accordo firmato il giorno 11/8/2020 per la provincia di Trento, è attuativo del CCPL Edilizia Artigianato 28/8/2017, art. 22 “Elemento Variabile della Retribuzione” (E.V.R.)
Le parti, riunitesi per effettuare la comparazione tra le medie triennali riferite agli indicatori/parametri provinciali, hanno individuato il valore dell’EVR che risulta pari a! 4,1% della misura massima individuata con il contratto provinciale del 28/8/2017 dei minimi di paga in vigore alla data dell’1/7/2015, come indicato nelle tabelle che seguono.
Per i lavoratori apprendisti la quota relativa all’EVR verrà calcolata in base al Gruppo e semestre di anzianità.

Livello

EVR 4,1% Importi mensili in Euro

7 71,15
6 62,26
5 51,87
4 48,05
3 44,94
2 39,72
1 34,71

Livello

 

Valore orario

Capo Squadra I 0,29
Capo Squadra II 0,25
Capo Squadra IV 0,31
Operaio IV livello 0,28
Operaio Spedalizzato 0,26
Operaio Qualificato 0,23
Operaio Comune 0,20

Erogazione E.V.R.
Le Parti concordano che le aziende artigiane iscritte alla Cassa Edile di Trento provvederanno ad accantonare, a decorrere dalla retribuzione relativa al mese di agosto (versamento della contribuzione entro il 25 settembre c.a.), una quota di Elemento Variabile della Retribuzione (E.V.R.) pari al 76,75% del 4,1% (3,15%).
L’E.V.R. sarà corrisposto da parte della Cassa Edile di Trento agli operai e agli apprendisti operai in due quote annuali che saranno liquidate nella prima decade di luglio e nella prima decade di dicembre.
Per gli impiegati e gli apprendisti impiegati l’E.V.R. continuerà ad essere corrisposto mensilmente direttamente dall’impresa contestualmente al pagamento agli stessi della retribuzione.

Bonus facciate: le risposte del Fisco

11 SETT 2020 Le spese per la tinteggiatura delle chiusure oscuranti (scuri e persiane) che insistono sulla facciata dell’edificio non possono beneficiare del c.d. bonus facciate. Il bonus facciate spetta, invece, per le spese sostenute per gli interventi realizzati sulla facciata interna dell’edificio anche se la stessa sia solo parzialmente visibile dalla strada  (AGENZIA DELLE ENTRATE – Risposta 11 settembre 2020, nn. 346 e 348)

Nel primo interpello l’Istante chiede se le spese per la tinteggiatura delle chiusure oscuranti (scuri e persiane) che insistono sulla facciata dell’edificio possano beneficiare del c.d. bonus facciate.
Al riguardo, il Fisco ritiene che il bonus facciate non spetti per le spese relative ai lavori di riverniciatura degli scuri e persiane atteso che gli stessi costituiscono strutture accessorie e di completamento degli infissi, anch’essi esclusi dal predetto bonus.

Nel secondo interpello invece, l’Istante, in qualità di condomino di un condominio ubicato in zona A – città storica, rappresenta che l’assemblea del condominio ha deliberato l’esecuzione di lavori di restauro e ripristino delle strutture opache, dei balconi e dei fregi della facciata posteriore dell’edificio. In particolare, sarà effettuato il ripristino delle parti di intonaco ammalorate, la riverniciatura della struttura opaca e dei balconi e la sistemazione delle parti impiantistiche comuni insistenti sulla stessa facciata. La facciata posteriore di cui trattasi, costituita da due lati ad angolo retto fra loro, fa parte del perimetro esterno dell’edificio, sovrasta da lontano gli edifici circostanti ed è visibile solo parzialmente dalla strada in quanto non affaccia direttamente sulla stessa. Tanto premesso, chiede se le spese sostenute per gli interventi in questione sono ammesse al cd bonus facciate.
Al riguardo, l’Amministrazione finanziaria ritiene che – in presenza di tutti i requisiti richiesti ai fini dell’agevolazione in commento e fermo restando il rispetto di ogni altro adempimento previsto a tal fine, che non sono oggetto della presente istanza di interpello – il bonus facciate spetti per le spese sostenute per gli interventi realizzati sulla facciata interna dell’edificio anche se la stessa, come nel caso in esame, sia solo parzialmente visibile dalla strada.

 

Contattaci
Invia con WhatsApp