Sussistenza di un rapporto di lavoro irregolare con cittadini italiani o comunitari: chiarimenti


Si forniscono istruzioni per la compilazione del modello F24 per il versamento dei contributi forfettari dovuti per la dichiarazione di sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato irregolare con cittadini italiani o comunitari.


In caso di istanza di emersione di un lavoratore addetto al lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare o all’assistenza alla persona, si intendono riferiti al nucleo familiare della persona che presenta l’istanza. Nello specifico, il reddito del datore di lavoro che inoltra l’istanza non deve essere inferiore a 20.000 euro annui, se il nucleo familiare è composto da un solo soggetto (percettore di reddito); se il nucleo è composto da più soggetti, il reddito del datore di lavoro non deve essere inferiore a 27.000 euro annui. Al raggiungimento dei limiti di reddito previsti, possono concorrere i redditi del coniuge o dei parenti entro il 2° grado, anche se non conviventi.
Resta fermo che il requisito reddituale non è richiesto per il datore di lavoro affetto da patologie o disabilità che ne limitano l’autosufficienza, in caso di istanza volta all’emersione di un unico lavoratore addetto alla sua assistenza.


I datori di lavoro interessati devono inoltrare l’istanza per la dichiarazione della sussistenza di un rapporto di lavoro irregolare previo pagamento di un contributo forfettario di 500,00 euro per ciascun lavoratore. Per consentire il pagamento dei contributi forfettari tramite il modello “F24 Versamenti con elementi identificativi”, è stato istituito il codice tributo “REDT”, denominato “Datori di lavoro – contributo forfettario 500 euro – art. 103, comma 1, D.L. n. 34/2020”.
I datori di lavoro interessati dovranno attenersi, per la compilazione del modello F24, alle istruzioni di seguito riportate:
– nella sezione “CONTRIBUENTE” devono essere indicati i dati anagrafici e il codice fiscale del datore di lavoro;
– nella sezione “ERARIO ED ALTRO” devono essere indicati:
– nel campo “tipo”, la lettera “R”;
– nel campo “elementi identificativi”, il codice fiscale del lavoratore ovvero, in mancanza, il numero di passaporto o di altro documento equipollente del lavoratore stesso. Se tale numero è composto da più di 17 caratteri, si riportano solo i primi 17;
– nel campo “codice”, il codice tributo “REDT”;
– nel campo “anno di riferimento”, il valore “2020”;
– nel campo “importi a debito versati”, il contributo forfettario dovuto, nella misura di 500,00 euro.


Infine, si ricorda che, il datore di lavoro nella domanda di emersione deve dichiarare, a pena di inammissibilità della stessa, di aver provveduto al pagamento del suddetto contributo forfettario di 500,00 euro ed indicare la data di pagamento. Lo stesso datore, inoltre, è tenuto al pagamento di un contributo forfettario relativo alle somme dovute a titolo retributivo, contributivo e fiscale, la cui determinazione e le relative modalità di pagamento saranno stabilite con apposito decreto ministeriale. In attesa dell’emanazione del cit. dm, il datore deve dichiarare nella domanda di emersione di impegnarsi a pagare il contributo di cui sopra entro 10 giorni dalla data di pubblicazione del predetto decreto.