Professionisti iscritti alle Casse: firmato il decreto per l’erogazione dell’indennità di aprile


Firmato il decreto interministeriale per l’erogazione dell’indennità relativa al mese di aprile in favore dei professionisti iscritti alle Casse di previdenzaprofessionale. Per coloro che non abbiano già beneficiato dell’indennità, le domande per l’ottenimento dell’indennità possono essere presentate dal 8 giugno 2020. Viene meno l’obbligo di iscrizione esclusiva ad una cassa previdenziale, ma resta confermata l’incompatibilità con la titolarità della pensione o di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indetermianto. Confermata l’indennità anche per ai neoiscritti nel corso dell’anno 2019 e entro il 23 febbraio 2020, purché attestino un reddito professionale entro i limiti indicati nel decreto ministeriale 28 marzo 2020 (DM 29 maggio 2020).


La quota parte del limite di spesa del Fondo per il reddito di ultima istanza di cui all’articolo 44, co. 1, del DL n. 18 del 2020, come modificato dall’articolo 78, del DL 19 maggio 2020, n. 34, destinato al sostegno del reddito dei liberi professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria, per i mesi di aprile e maggio, è pari a 650 milioni di euro per l’anno 2020. A valere su tale limite di spesa trovano prioritaria copertura finanziaria eventuali eccedenze di spesa rispetto al limite di spesa di 280 milioni di euro, precedentemente stanziato, derivanti dall’ammissione a pagamento da parte degli enti previdenziali di domande relative all’indennità per il mese di marzo in relazione alle quali non è stato possibile disporre il pagamento medesimo.


Indennità
Il sostegno al reddito, costituito da un’indennità, per il mese di aprile 2020 è pari a 600 euro. Ai soggetti già beneficiari dell’indennità di cui al decreto del Ministro del lavoro, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, del 28 marzo 2020, emanato ai sensi dell’articolo 44, comma 2, del menzionato decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18, come integrato dal decreto del Ministro del lavoro, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, del 30 aprile 2020, la medesima indennità è erogata in via automatica anche per il mese di aprile 2020.
L’indennità è riconosciuta anche ai professionisti che si sono iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria nel corso dell’anno 2019 e entro il 23 febbraio 2020, purché attestino un reddito professionale entro i limiti indicati nel decreto ministeriale 28 marzo 2020.
L’indennità non concorre alla formazione del reddito e non è cumulabile con i benefici di cui agli articoli 19, 20, 21, 22, 27, 28, 29, 30, 38, e 96 del DL 17 marzo 2020 n. 18, e successive modificazioni e integrazioni, con i benefici di cui all’articolo 2 del decreto del Ministro del lavoro, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, del 30 aprile 2020 previsti in favore dei lavoratori stagionali, intermittenti, autonomi occasionali e venditori a domicilio, con i benefici di cui agli articoli 84, 85 e 98 del DL n. 34/2020, nonché con il reddito di cittadinanza e con il reddito di emergenza.


Definizione di cessazione, riduzione e sospensione dell’attività
Ai fini del decreto in commento si intende per cessazione dell’attività, la chiusura della partita IVA, nel periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 e il 30 aprile 2020; per riduzione o sospensione dell’attività lavorativa, una comprovata riduzione di almeno il 33 per cento del reddito del primo trimestre 2020, rispetto al reddito del primo trimestre 2019. A tal fine il reddito è individuato secondo il principio di cassa come differenza tra i ricavi e i compensi percepiti e le spese sostenute nell’esercizio dell’attività.
La definizione di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa non si riferisce a coloro che si sono iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria nel corso degli anni 2019 e 2020.


Platea dei beneficiari e domanda
Per coloro che non abbiano già beneficiato dell’indennità
di cui al DM 28 marzo 2020, ai fini del riconoscimento delle indennità per il mese di aprile, i soggetti titolari della prestazione, alla data di presentazione della domanda, devono soddisfare le seguenti condizioni:
– non devono essere titolari di contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato;
– non devono essere titolari di pensione.


Le domande per l’ottenimento dell’indennità sono presentate dai professionisti interessati dal 8 giugno 2020 agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria cui sono iscritti, che ne verificano la regolarità ai fini dell’attribuzione del beneficio, provvedendo ad erogarlo direttamente all’interessato.
L’indennità deve essere richiesta ad un solo ente previdenziale e per una sola forma di previdenza obbligatoria.
L’istanza, deve essere presentata secondo lo schema predisposto dai singoli enti previdenziali e deve essere corredata dalla dichiarazione del lavoratore interessato, rilasciata ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, sotto la propria responsabilità:
a) di essere libero professionista, non titolare di pensione diretta e non titolare di rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato;
b) di non aver percepito o di percepire le prestazioni previste dagli articoli 19, 20, 21, 22, 27, 28, 29, 30, 38, e 96 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, il reddito di cittadinanza, le prestazioni di cui all’articolo 2 del DM del 30 aprile 2020, il reddito di emergenza, né le indennità di cui agli articoli 84, 85 e 98 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34;
c) di non aver presentato per il medesimo fine istanza ad altra forma di previdenza obbligatoria;
d) di aver conseguito nell’anno di imposta 2018 un reddito professionale non superiore agli importi di cui all’articolo 1, comma 2 lettere a) e b), del decreto ministeriale 28 marzo 2020 oppure, in caso di iscrizione all’ente di diritto privato di previdenza obbligatoria nel corso dell’anno 2019 e 2020, di aver conseguito redditi professionali non superiori ai predetti importi;
e) di aver chiuso la partita IVA nel periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 e il 30 aprile 2020 ovvero di aver subito una riduzione di almeno il 33 per cento del reddito relativo al primo trimestre 2020 rispetto al primo trimestre del 2019, ovvero per i titolari di redditi inferiori a 35.000 euro, di essere nelle condizioni di cui all’articolo 1, comma 2, lettera a), del decreto ministeriale 28 marzo 2020, fatto salvo quanto previsto per i nuovi iscritti come sopra specificato.
All’istanza deve essere allegata copia del documento d’identità in corso di validità e del codice fiscale nonché le coordinate bancarie o postali per l’accreditamento dell’importo relativo al beneficio.


Attribuzione dell’indennità
Al fine di consentire la tempestiva erogazione dell’indennità sono considerate inammissibili le istanze prive delle indicazioni appena citate o presentate dopo l’8 luglio 2020.
Gli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria procedono per gli iscritti alla verifica dei requisiti e provvedono alla erogazione dell’indennità in ragione dell’ordine cronologico delle domande presentate e accolte sulla base del procedimento di verifica della sussistenza dei requisiti per l’ammissione al beneficio.
Gli enti di previdenza obbligatoria trasmettono l’elenco dei soggetti ai quali è stata corrisposta l’indennità all’Agenzia delle entrate e all’INPS per ricevere le informazioni necessarie ad effettuare i controlli secondo modalità e termini da definire con accordi di cooperazione tra le parti.


Monitoraggio
Ai fini del rispetto del limite di spesa, gli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria comunicano con cadenza settimanale a partire dal 15 giugno 2020 al Ministero del lavoro e al Ministero dell’economia e delle finanze i risultati del monitoraggio delle istanze presentate e di quelle ammesse a pagamento.


Il decreto è trasmesso agli organi di controllo per gli adempimenti di competenza e pubblicato sul sito istituzionale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali www.lavoro.gov.it nella sezione Pubblicità legale.