Niente agevolazioni prima casa per mancato trasferimento a seguito di separazione

Non sussiste alcun diritto alle agevolazioni fiscali prima casa se uno dei coniugi non si trasferisce entro i termini anche se, in virtù di un accordo preso durante la separazione, cede all’ex la sua quota dell’immobile. È quanto ha dichiarato la Corte di Cassazione, con ordinanza 14 luglio 2014, n. 16082.

In tema di agevolazioni prima casa, l’Agenzia delle entrate ricorre per cassazione, a seguito della sentenza della Commissione tributaria regionale, che ha riconosciuto rilevanza di forza maggiore, idonea a giustificare il mancato trasferimento nel termine dei diciotto mesi, alla separazione consensuale intercorsa tra i coniugi, in relazione alla quale il contribuente ha ceduto alla consorte la propria quota dell’immobile in questione.
La Suprema Corte dichiara il ricorso manifestamente fondato, affermando che la sentenza della CTR si pone in contrasto col principio di diritto, secondo cui i benefici fiscali invocati spettano alla sola condizione che, entro i termini previsti di decadenza dall’atto, il contribuente stabilisca, entro il Comune dov’è situato l’immobile, la propria residenza.
Inoltre, ribadisce che tale cessione non può essere equiparata alla forza maggiore, in quanto il trasferimento di un immobile in favore del coniuge per effetto degli accordi intervenuti in sede di separazione consensuale è comunque riconducibile alla volontà del cedente, e non al provvedimento giudiziale di omologazione.
Pertanto, le agevolazioni prima casa decadono per mancato spostamento della residenza nel termine dei diciotto mesi anche nell’ipotesi di separazione e trasferimento della quota dell’immobile in favore dell’ex coniuge.

Imprese esercenti servizi di trasporto pubblico locale: attivazione del procedimento disciplinare

Ai fini dell’attivazione del procedimento disciplinare per le imprese esercenti servizi di trasporto pubblico locale, è necessario riferirsi alla legge generale (art. 7, L. n. 300/1970) solo qualora nella normativa speciale (R.D. n. 148/1931) si riscontrino lacune non superabili neanche mediante una lettura “analogico-estensiva” di altre disposizioni della stessa normativa speciale.

Nello specifico, il rapporto di lavoro del settore autoferrotranvieri è regolamentato da una normativa di carattere speciale, le cui disposizioni disciplinano sia il rapporto di lavoro che i profili concernenti le sanzioni disciplinari e il relativo procedimento, ovvero dalla contrattazione collettiva che può derogare ai contenuti dello medesima normativa.

Ai fini dell’irrogazione delle sanzioni disciplinari da parte di aziende appartenenti al settore del trasporto pubblico locale, devono, dunque, trovare applicazione le disposizioni contenute nella predetta normativa speciale o le clausole contrattuali derogatorie di quest’ultima, la quale, come detto, costituisce fonte di natura speciale rispetto alla normativa generale in materia di procedimento disciplinare.

È, infatti, necessario riferirsi alla legge generale solo se nella normativa speciale si riscontrino lacune non superabili neanche mediante una lettura “analogico-estensiva” di altre disposizioni del medesimo Regio Decreto o afferenti a materie analoghe ovvero ai principi generali dell’ordinamento.

Formazione dei lavoratori in modalità e-learning

Al termine del percorso formativo sulla sicurezza è necessario il superamento della prova di verifica. Tale verifica è obbligatoria se la formazione è svolta in modalità e- learning.

La verifica di apprendimento finale, per la formazione in modalità e-learning, deve essere effettuata “in presenza”, nel senso che non è possibile la verifica del completamento del percorso in modalità telematica – cosa, invece, espressamente consentita per le verifiche intermedie – ma in presenza fisica, da attuarsi anche per il tramite della videoconferenza.
Se la formazione dei lavoratori è erogata in modalità tradizionale, in aula, non è obbligatoria la verifica finale, diversamente laddove avvenga in modalità e- learning la verifica finale diventa obbligatoria.

Spetta al soggetto organizzatore garantire che la verifica finale di apprendimento sia svolta da un soggetto in possesso delle capacità necessarie a verificare l’effettività dell’apprendimento al termine del percorso educativo. Tali requisiti sono sicuramente posseduti dal docente, che può essere anche il datore di lavoro, in possesso dei requisiti di legge.
In particolare, tale verifica di apprendimento, che può consistere in un colloquio o un test, essendo finalizzata a constatare le conoscenze relative alla normativa vigente e le competenze tecnico-professionali, deve essere effettuata dal responsabile del progetto formativo o da un docente da lui delegato che formula il proprio giudizio in termini di valutazione globale e redige il relativo verbale.

Raggiunta l’intesa per INA ASSITALIA

Sottoscritto, l’8/4/2014, tra l’ANAGINA e la FIBA-CISL, la FISAC-CGIL, la FNA, la UILCA l’accordo di rinnovo del CCNL per i dipendenti amministrativi delle Agenzie Generali INA-ASSITALIA. L’intesa che decorre dalla data della sua stipulazione, è valido fino al 31/12/2014.

Questo il trattamento economico da corrispondere ai lavoratori a far data dall’1/7/2014:

Area Prof.le Pos.Organizz.va   C   B   A
  1.a 2.a 3.a 4.a 5.a 6.a
Cl./Liv. 1 1 2 3 4 5 6
OA 16.186 17.018 18.291 19.396 20.986 21.835
OB 16.532 17.405 18.743 19.903 21.572 22.465
1 16.878 17.793 19.194 20.409 22.158 23.093
2 17.224 18.181 19.646 20.916 22.744 23.722
3 17.571 18.568 20.098 21.423 23.331 24.350
4 17.916 18.956 20.549 21.929 23.917 24.980
5 18.262 19.344 21.001 22,436 24.503 25.609
6 18.608 19.731 21.452 22.943 25.089 26.237
7 18.954 20.119 21,904 23.450 25.675 26.866
8 19.300 20.507 22.355 23.957 26.263 27.495
9 19.646 20.894 22.807 24.464 26.849 28.124
10 19.992 21.282 23.259 24.970 27.435 28.753
11 20.338 21.669 23.709 25,477 28.021 29.381
12 20.684 22.056 24.161 25.984 28.607 30.011
13 21.030 22.444 24.612 26.490 29.193 30.639

Una tantum
Per il periodo dall’1/1/2009 al 30/6/2014, agli impiegati amministrativi in servizio alla data di stipula del presente accordo dovranno essere corrisposti i seguenti importi:

Livello Euro
372,09
394,96
430,00
460,36
504,04
527,41

Queste le modalità di erogazione:
– il 50% entro il 30/9/2014;
– il restante 50% entro il 30/11/2014.

Gli importi sopra riportati non competeranno ai lavoratori impiegati presso Agenzie che abbiano in corso ammortizzatori sociali od altre forme di contenimento del costo del personale alla data dell’11/6/2014. Nonché, per i periodi in cui si è verificata una sospensione della prestazione senza diritto alla retribuzione (ad esempio, aspettativa, assenza facoltativa post partum, ecc.). Saranno, invece, considerate utili ai fini della maturazione dell’Una Tantum le giornate di assenza dal lavoro per malattia, infortunio, congedo di maternità o paternità e congedo matrimoniale, intervenute nel periodo di riferimento.

Apprendistato professionalizzante
L’apprendistato è ammesso per le qualifiche e le mansioni comprese nell’Area Professionale B.
La durata del periodo di apprendistato è di minimo 6 mesi e di massimo 36.
Il trattamento economico sarà quello previsto per il livello retributivo di riferimento, ragguagliato con le seguenti percentuali:

– 1° anno: 92%;
– 2° anno: 94%;
– 3° anno: 96%

Le assunzioni di apprendisti saranno consentite esclusivamente alle Agenzie Generali che negli ultimi 12 mesi non abbiano effettuato alcun licenziamento per riduzione dei personale e che abbiano convertito, negli ultimi 36 mesi, almeno il 50% dei contratti di apprendistato giunti a scadenza.

Indennità
Previsto il riconoscimento delle seguenti indennità di carica:
euro 1.080,00 ai funzionari inquadrati nell’Area professionale A – posizione organizzativa 1.a – 6° livello retributivo
– euro 449,00 ai cassieri inquadrati nell’Area professionale B – posizione organizzativa 2.a – 4° livello
– euro 273,00 ai cassieri inquadrati nell’Area professionale B – posizione organizzativa 1.a – 3° livello
– euro 360,00 ai cassieri unici, che alla data di stipula del CCNL 17/9/2002, svolgevano tale funzione
euro 391,00 per i Quadri

Premio incrementi produttivi
Per il personale amministrativo a tempo indeterminato è riconosciuto, per l’anno 2013, un premio correlato agli incrementi di produttività, la cui erogazione avverrà nell’anno 2014.
Questi gli importi:

 

(Valori in Euro) 1 2 3 4 5 6
Fino al 2% 0 0 0 0 0 0
Dall’3% al 5% 199,00 223,00 258,00 290,00 336,00 359,00
Dal 6% all’8% 260,00 291,00 338,00 379,00 439,00 470,00
Dal 9% al 2,1% 326,00 365,00 423,00 474,00 550,00 588,00
Dal 12% al 14% 391,00 438,00 508,00 569,00 661,00 707,00
OLTRE 413,00 463,00 537,00 601,00 697,00 746,00

 

Tale Premio non trova applicazione nelle Agenzie Generali che abbiano riconosciuto, sotto qualsiasi forma, ai propri dipendenti premi comunque denominati legati alla crescita o produttività

Condotta scorretta del dirigente medico: legittimo il licenziamento

 

 

È licenziabile il dirigente medico nel caso in cui non partecipa alle visite collegiali dell’equipe e per aver fornito informazioni scorrette a un paziente circa le prestazioni professionali di un collega, senza essere necessario che tali condotte contrarie agli interessi dell’impresa o dei lavoratori siano specificate all’interno del codice disciplinare (Corte di Cassazione sentenza n. 16381/2014).

Il caso di specie riguarda il ricorso, respinto nei primi due gradi di giudizio, presentato da un dirigente medico che ha richiesto l’accertamento dell’illegittimità del licenziamento intimatogli dall’Azienda ospedaliera presso la quale era dipendente.
Nei primi due gradi di giudizio è stato chiarito che gli addebiti disciplinari non rappresentavano delle ipotesi di responsabilità dirigenziale, infatti il dirigente medico non avendo partecipato alle visite collegiali della squadra di lavoro ed avendo fornito ad un paziente informazioni scorrette ed offensive circa l’esecuzione di un intervento chirurgico da parte di un suo collega, ha minato il rapporto di fiducia. Pertanto tali addebiti disciplinari essendo riconducibili al concetto di giusta causa del recesso non rendono necessaria la previa affissione del codice disciplinare.
Infine, il ricorso presentato in Cassazione è stato, ulteriormente, respinto dalla Corte di merito fornendo come chiarimento che per le sanzioni espulsive sussiste la necessità della previsione del codice disciplinare per le sole condotte che in relazione alle peculiarità dell’attività o dell’organizzazione dell’impresa possano integrare ipotesi di giusta causa o giustificato motivo oggettivo. Nella fattispecie considerando i comportamenti manifestamente contrari agli interessi dell’impresa o dei lavoratori, non è necessaria la specifica inclusione nello stesso codice disciplinare, poiché, in questi casi è legittimo il recesso del datore di lavoro per giusta causa o giustificato motivo soggettivo ed il potere sanzionatorio deriva direttamente dalla legge.