Deducibilità dei beni-omaggio autoprodotti: i chiarimenti del Fisco

Le spese relative agli omaggi di beni autoprodotti, con valore unitario inferiore a euro 50 sono integralmente deducibili, mentre, in caso di valore unitario superiore a euro 50, l’omaggio è sottoposto alla verifica del plafond di deducibilità (Agenzia entrate – risoluzione n. 27/E del 2014).

A stabilirlo è l’Agenzia delle Entrate che con la Risoluzione n. 27/E del 12 marzo 2014 fornisce chiarimenti sulla deducibilità delle spese relative agli omaggi di beni autoprodotti, sostenute per consolidare l’immagine dell’impresa.
L’Agenzia in merito chiarisce che tali spese rientrano nell’ambito delle spese di rappresentanza sostenute per perseguire finalità di buona immagine, rappresentanza e pubbliche relazioni delle aziende e che pertanto sono soggette alla disciplina di deducibilità prevista per le suddette spese.
In particolare, i costi relativi ai beni autoprodotti e dati in omaggio, il cui valore unitario sia inferiore o uguale a euro 50, sono interamente deducibili. In caso contrario si deve tener conto del plafond di deducibilità al quale concorre per intero, il costo di produzione effettivamente sostenuto dall’impresa.

Governo Renzi: “La svolta buona”

13 marzo 2014 Il Consiglio dei Ministri ha approvato la relazione del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, sui provvedimenti che si attueranno in materia di riforme costituzionali e sugli interventi di politica economica inclusa la riduzione del carico fiscale.

La relazione approvata dal Consiglio dei Ministri ha individuato in 10 miliardi di euro le risorse per consentire l’aumento della detrazione Irpef in busta paga ai lavoratori dipendenti sotto i 25 mila euro di reddito lordi, circa 10 milioni di persone, dal 1° maggio prossimo, per un ammontare di circa 1000 euro netti annui a persona.

Relativamente alle imprese, inoltre, si intende rendere operativo il credito d’imposta definendo il decreto attuativo Mise-Mef, per 600 milioni in tre anni, arrivando a raddoppiare la cifra a disposizione.

Nell’ambito occupazionale e dell’emrgenza abitativa sono stati approvati i seguenti provvedimenti:

– un decreto legge contenente disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese. Un provvedimento urgente che contiene, tra le altre cose, interventi di semplificazione sul contratto a termine e sul contratto di apprendistato per renderli più coerenti con le esigenze attuali del contesto occupazionale e produttivo;

– un disegno di legge delega al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, di semplificazione delle procedure e degli adempimenti in materia di lavoro, di riordino delle forme contrattuali e di miglioramento della conciliazione tra tempi di lavoro e tempi di vita;

– un decreto legge per far fronte al disagio abitativo che interessa sempre più famiglie impoverite dalla crisi economica. Il Piano Casa prevede interventi per 1 miliardo e 741 milioni di euro: finanziamento dei fondi dedicati alle locazioni, riduzione della cedolare secca per contratti a canone concordato, modifiche della disciplina del Fondo per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione, misure per l’ampliamento dell’offerta di edilizia residenziale pubblica, offerta di acquisto degli alloggi ex IACP agli inquilini, più vantaggi per chi abita in un alloggio di edilizia popolare, più vantaggi per chi mette in affitto alloggi sociali nuovi o ristrutturati, riscatto a termine dell’alloggio sociale, lotta all’occupazione abusiva, detrazione bonus mobili).

Rinnovato l’accordo per il comparto dei LATERIZI CONFAPI-ANIEM

Firmato, l’11/4/2014, tra la CONFAPI-ANIEM e la FENEAL-UIL, la FILCA-CISL e la FILLEA-CGIL l’accordo di rinnovo per i dipendenti delle piccole e medie imprese esercenti la produzione di elementi e componenti in laterizio e prefabbricati in latero-cemento e manufatti in calcestruzzo armato e non, in cemento, in gesso e piastrelle, valido per il triennio 2013-2015.

L’intesa stabilisce un incremento salariale di 104,00 euro da riparametrare al livello C, da corrispondere in tre tranche:
– 39,00 euro dall’1/3/2014;
– 39,00 euro dall’1/6/2014;
-26,00 euro dall’1/3/2015.

I nuovi minimi

 

Livello Dall’1/3/2014 Dall’1/6/2014 Dall’1/3/2015
A Super 1.755,57 1.818,66 1.860,72
A 1.476,24 1.529,29 1.564,66
B 1.204,94 1.248,24 1.277,11
C Super 1.139,54 1.180,55 1.207,89
C 1.084,22 1.123,22 1.149,22
D 1.008,54 1.044,67 1.068,76
E 934,60 968,15 990,52
F 799,87 828,55 847,67

Gli arretrati relativi al periodo da aprile 2013 a febbraio 2014 verranno corrisposti con le seguenti retribuzioni:
– marzo 2014 per le mensilità di gennaio e febbraio 2014;
– maggio 2014 per le mensilità di aprile, maggio e giugno 2013
– agosto 2014 per le mensilità di luglio, agosto e settembre 2013;
– ottobre 2014 per le mensilità di ottobre, novembre, dicembre 2013 e rateo 13.a .

 

Livelli Par. 1/4/2013 – 28/2/2014
AS 220 63,09
A 185 53,05
B 151 43,30
CS 143 41,01
C 136 39,00
D 126 36,13
E 117 33,55
F 100 28,68

Ai lavoratori in forza al 28/2/2014, nel caso di risoluzione anticipata del rapporto di lavoro entro il 31/10/2014 verrà riconosciuto per intero il pagamento dei ratei mensili previsti a copertura del periodo 1/4/2013 – 28/2/2013

Apprendistato Professionalizzante (D.Lgs. 167/2011)
Il contratto di apprendistato professionalizzante è ammesso per il conseguimento di qualifiche inquadrate nei livelli E, D, C, CS, B e livelli superiori e tutte le relative mansioni.
La durata massima del periodo di apprendistato e la sua suddivisione in periodi è così fissata:

Categoria Durata complessiva Mesi 1° Periodo 2° Periodo 3° Periodo
AS-ASQ 36 12 12 12
A 36 12 12 12
B 36 12 12 12
CS 30 10 10 10
C 30 10 10 10
D 24 8 8 8
E 12 6 6

 

L’inquadramento e il relativo trattamento economico sono così determinati:
– nel primo periodo di apprendistato professionalizzante: due livelli sotto quello di destinazione finale con retribuzione corrispondente a quella minima contrattuale del livello iniziale di inquadramento (per la Categoria E la retribuzione si riferirà alla Categoria F);
– nel secondo periodo: un livello sotto quello di destinazione finale con retribuzione corrispondente a quella minima contrattuale prevista per tale livello inferiore, fatta eccezione per la Categoria E, la cui retribuzione sarà quella prevista per il livello di destinazione finale (categoria E);
– nel terzo ed ultimo periodo: fermo l’inquadramento di cui al secondo periodo di apprendistato, la retribuzione sarà corrispondente a quella prevista per il livello di destinazione finale.
Le parti potranno recedere dal contratto solo se in presenza di una giusta causa o di un giustificato motivo. Qualora al termine del periodo di apprendistato non sia data disdetta, l’apprendista sarà mantenuto in servizio e il rapporto proseguirà come ordinario rapporto di subordinato a tempo indeterminato.
In caso di infortunio sul lavoro sarà corrisposta all’apprendista la stessa integrazione spettante ai lavoratori qualificati ovvero, il 100% della retribuzione per un massimo di 6 mesi per ogni anno solare e nei limiti di durata dell’apprendistato.
Le imprese potranno stipulare nuovi contratti di apprendistato professionalizzante, solo se avranno mantenuto in servizio almeno il 51% dei lavoratori il cui contratto sia terminato nei 24 mesi precedenti la nuova assunzione.
Qualora non sia rispettata la predetta percentuale è comunque consentita l’assunzione di un numero di apprendisti pari a quelli già confermati più uno, ovvero di un apprendista in caso di totale mancata conferma degli apprendisti pregressi.

 

Assistenza sanitaria
Le aziende verseranno per i lavoratori iscritti ad Altea, un contributo pari a € 6,00 mensili per 12 mensilità a partire dall’1/1/2014.

Previdenza complementare
Il contributo a favore di FONDAPI è stabilito nelle seguenti misure
– dall’1/4/2014: 1,40%
– dall’1/4/2015: 1,50%
– dall’1/4/2016: 1,60%.

Contributo alla bilateralità
Con la piena ed effettiva operatività degli Enti Bilaterali le imprese dovranno versare i seguenti contributi:

“Fondo Sicurezza PMI CONFAPI”
– 18,00 euro annui per ciascun lavoratore dovuto dalle aziende prive del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza;
-6,00 euro annui per ciascun lavoratore dovuto dalle aziende con il RLS

“Fondo Sviluppo bilateralità PMI CONFAPI”
– 6,00 euro annui  per ciascun lavoratore a tempo pieno per lo sviluppo dell’apprendistato
– 3,00 euro annui per ciascun lavoratore part-time fino a 20 ore

“Fondo Sostegno al reddito”
– 28,00 euro annui per ciascun lavoratore

“Osservatorio della contrattazione e del lavoro”
– 8,00 euro annui per ciascun lavoratore per il sostegno e lo sviluppo degli strumenti bilaterali e delle relative articolazioni settoriali e territoriali l’introduzione e relativo sostegno delle attività di rappresentanza sindacale territoriale/bacino nonché per la contrattazione territoriale di II livello.
– 12,00 euro annui per ciascun lavoratore per ulteriori attività correlate (assistenza contrattuale) assorbente le eventuali quote già previste dalla contrattazione nazionale;

Le imprese non aderenti al sistema della bilateralità dovranno invece corrispondere a ciascun lavoratore dipendente, compresi gli apprendisti in busta paga un elemento retributivo aggiuntivo pari ad euro 25,00 lordi, per ciascuna mensilità. In caso di lavoratori assunti con contratto part-time, tale importo è corrisposto proporzionalmente all’orario di lavoro e, in tal caso, il frazionamento si ottiene utilizzando il divisore previsto dal CCNL.

 

Comitato Paritetico Nazionale Laterizi PMI
Previsto un contributo di 5,00 euro annui, a carico delle aziende, per ciascun dipendente in forza alla data del 31 dicembre di ogni anno, per il finanziamento del Comitato Paritetico Nazionale Laterizi PMI. Il suddetto importo sarà ricompreso nel contributo di 12,00 euro destinato all’Osservatorio della Contrattazione e del Lavoro.

 

Malattia
Il lavoratore affetto da gravi patologie potrà usufruire, se preventivamente richiesto, del prolungamento del periodo di comporto fino ad un massimo di 12 mesi.

Codici tributo per l’addizionale automobilistica omessa

 

Sono stati istituiti i codici tributo per il versamento, tramite modello “F24 Versamenti con elementi identificativi”, delle somme dovute a titolo di addizionale erariale alla tassa automobilistica, delle sanzioni e dei relativi interessi, a seguito di atto di accertamento (Agenzia delle entrate – Risoluzione 12 marzo 2014, n. 26/E).

Con l’introduzione dell’addizionale erariale alla tassa automobilistica sono stati istituiti i codici tributo per il versamento della suddetta addizionale.
– “3364” denominato “Addizionale erariale alla tassa automobilistica – art. 23, c. 21, d.l. 98/2011”;
– “3365” denominato “Addizionale erariale alla tassa automobilistica – art. 23, c. 21, d.l. 98/2011 – Sanzione”;
– “3366” denominato “Addizionale erariale alla tassa automobilistica – art. 23, c. 21, d.l. 98/2011 – Interessi”
Inoltre, in caso di omesso o insufficiente versamento dell’addizionale, si applica la sanzione  pari al 30 % dell’importo non versato e per consentire il versamento, tramite il modello “F24 Versamenti con elementi identificativi”, dell’addizionale erariale alla tassa automobilistica, nonché delle sanzioni e degli interessi dovuti a seguito di atto di accertamento emesso dall’ ufficio dell’Agenzia delle entrate, si utilizzano i seguenti codici tributo:
“A500” denominato Addizionale erariale alla tassa automobilistica – art. 23, c. 21, d.l. 98/2011 – atto di accertamento;
“A501” denominato Addizionale erariale alla tassa automobilistica – art 23, c. 21, d.l. 98/2011 – Sanzione – atto di accertamento;
“A502” denominato Addizionale erariale alla tassa automobilistica – art. 23, c. 21, d.l. 98/2011 – Interessi – atto di accertamento.
In sede di compilazione del modello “F24 Versamenti con elementi identificativi” sono indicati:
– nella sezione “contribuente”, i dati anagrafici e il codice fiscale del soggetto che effettua il versamento;
– nella sezione “erario ed altro”, in corrispondenza dei campi “codice ufficio”, “codice atto” e “anno di riferimento”(nel formato “AAAA)”, i dati reperibili nell’atto di accertamento inviato dall’Ufficio.
Il campo “tipo” è valorizzato con la lettera “F” (identificativo Registro), desumibile dalla “Tabella dei tipi di versamento con elementi identificativi”, pubblicata sul sito www.agenziaentrate.gov.it.
Il campo “elementi identificativi” non è valorizzato.

 

Indicazioni Inps sulla “nuova” gestione del DURC interno

A decorrere dal mese di aprile 2014, sarà operativo il nuovo sistema di gestione del “DURC interno”, per l’individuazione e la contestazione delle situazioni di irregolarità incompatibili con i benefici normativi e contributivi, previsti dalla normativa in materia di lavoro e legislazione sociale.

Dal suddetto mese di aprile, attraverso il nuovo sistema di gestione del DURC interno la richiesta del Documento Unico di Regolarità Contributiva viene effettuata dall’Inps, in qualità di ente tenuto a riconoscere i benefici di legge subordinati alla regolarità contributiva e non è più dal datore di lavoro attraverso la denuncia contributiva relativa al mese in cui sono richiesti i benefici stessi.
Nello specifico, qualora non siano rilevate situazioni di irregolarità, viene immediatamente attivata all’interno del Cassetto previdenziale una segnalazione positiva (Semaforo verde), che assume il significato di DURC interno positivo. Il datore di lavoro potrà godere dei benefici che competerebbero per il mese in relazione al quale è attivato il Semaforo verde; il DURC interno positivo consente anche il godimento dei benefici che competerebbero per i tre mesi successivi, a prescindere se – nel frattempo – insorga una situazione di irregolarità.
Se, invece, vengano rilevate situazioni di irregolarità, si attiva all’interno del Cassetto previdenziale una segnalazione di allarme temporaneo (Semaforo giallo) e contemporaneamente viene inviata al datore di lavoro una comunicazione (detta “preavviso di DURC interno negativo”) recante l’indicazione delle irregolarità riscontrate con l’invito a regolarizzarle entro 15 giorni.
Laddove lo stesso datore di lavoro regolarizzi la propria posizione o viene accertata l’insussistenza delle irregolarità, i sistemi informativi centrali attivano all’interno del Cassetto previdenziale una segnalazione positiva (Semaforo verde), che si sostituisce al precedente segnale di temporaneo allarme e assume il significato di DURC interno positivo. Nell’Ipotesi in cui il datore non provveda a regolarizzare la propria posizione, i sistemi informativi centrali attivano all’interno del Cassetto previdenziale una segnalazione negativa (Semaforo rosso), che si sostituisce al precedente segnale di temporaneo allarme e assume il significato di DURC interno negativo. Pertanto, lo stesso datore di lavoro, per il mese in relazione al quale è attivato il Semaforo rosso, non potrà godere dei benefici che altrimenti gli competerebbero in base alle norme sostanziali che disciplinano i singoli benefici. Tale esclusione riguarda solo il mese per cui è generato il Semaforo rosso, poiché per il mese successivo i sistemi informativi centrali innescano nuovamente la richiesta di DURC interno.
Se l’irregolarità persiste ovvero ne insorgono di nuove, si attiva la segnalazione di allarme (Semaforo giallo) e viene nuovamente inviato – tramite PEC – il preavviso di DURC interno negativo.