Covid-19: linee guida per le piscine


L’Istituto Superiore di Sanità, in relazione ai rischi correlati al COVID-19, ha fornito indicazioni sulle misure di sicurezza da adottare per le attività connesse alla balneazioni in impianti natatori, parchi acquatici e strutture similari (Istituto Superiore di Sanità – rapporto 31 maggio 2020, n. 37).

L’Istituto Superiore di Sanità ha affrontato i rischi correlati al virus SARS-CoV-2, responsabile dei casi di COVID-19, in rapporto agli ambienti e alle attività ricreative, sportive e formative correlate alle seguenti categorie di piscine:


– A/1: piscine di proprietà pubblica (quali ad esempio le piscine comunali);


– A/2: piscine ad uso collettivo, quelle inserite in strutture già adibite in via principale ad altre attività ricettive accessibili ai soli ospiti, clienti, soci, quali ad esempio: pubblici esercizi, attività ricettive turistiche e agrituristiche, collettività quali collegi, convitti, scuole, comunità, case di riposo, palestre, centri estetici e attività assimilabili, associazioni e circoli;


– A/3: piscine finalizzate al gioco acquatico;


– piscine condominiali destinate esclusivamente agli abitanti del condominio e ai loro ospiti.


Va premesso che a differenza di altri ambienti acquatici naturali dove ha luogo la balneazione, nelle piscine è adottata la disinfezione come fondamentale misura di prevenzione e controllo dell’esposizione umana a patogeni, inclusi i virus a trasmissione idrica.


Le linee guida dell’OMS relativa agli ambienti acquatici salubri ad uso ricreativo (piscine e ambienti acquatici simili) raccomandano il mantenimento continuo di livelli di disinfettante di 1 mg/L di cloro libero; attualmente in molti Paesi europei, il livello di cloro libero per l’acqua della piscina generalmente non supera 1,5 mg/L. Limitatamente alle circostanze legate all’emergenza pandemica in corso, l’Istituto di Sanità raccomanda un aumento da 0,7 mg/L a 1 mg/L del livello minimo di cloro libero in vasca. Pertanto, per la durata della pandemia COVID-19, è necessario mantenere in vasca una quantità di cloro attivo libero continuativo con valore comprensivo fra 1 e 1,5 mg/L8.


Fatta salva, quindi, la raccomandazione sulla quantità di cloro presente in piscina, l’Istituto di Sanità individua altresi nuove misure di contrasto all’epidemia da Covid-19:


– nuovi limiti di affollamento: sono attualmente stabiliti in acqua in 7 m2 a bagnante in vasca 9 e per le aree solarium/verdi in 7 m2 ad utente;


– distanza interpersonale di almeno 1 metro fra le persone in tutte le aree (vasca, solarium, spogliatoi, ecc.);


– operazioni di sanificazione regolare e frequente dei locali, delle superfici e attrezzature;


– mantenimento del potere disinfettante dell’acqua di vasca che prevede una quantità di cloro attivo libero continuativo con valore compreso tra 1 e 1,5 mg/l11;


– assicurazione di efficacia degli impianti di trattamento dell’acqua di vasca e dell’aria per le piscine confinate;


– misure e procedure di gestione sanitaria per eventi a carattere di urgenza legati al COVID-19, inclusa una lista di contatti con i presidi medici competenti;


– ove possibile, misura della temperatura corporea alle persone in entrata all’impianto mediante idoneo strumento (es. termo-scanner o strumenti termo-digitali o analoghi): l’accesso è consentito solo se la temperatura risulta inferiore a 37,5°C12, diversamente deve essere interdetto;


– divieto di accesso del pubblico alle tribune;


– divieto di manifestazioni, eventi serali, feste e intrattenimenti vari;


– obbligo dell’assistente bagnanti durante l’intero l’orario di apertura per le piscine condominiali.


Riguardo alle vasche per i bambini, se il gestore non riesce a garantire tutte le mitigazioni del rischio previste, deve interdirne l’uso.
Le vasche dei parchi acquatici devono essere invece convertite in vasche ad uso esclusivo di balneazione e i giochi sono interdetti all’uso, fatte eccezioni per le piscine della categoria A/3.